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  • Epidemia: quando si può parlare di epidemia? Scopri il significato

    Epidemia: quando si può parlare di epidemia? Scopri il significato

    EPIDEMIA: che cosa è un’epidemia?

    Secondo il dizionario etimologico “epidemia” è un vocabolo composto da – epi = sopra e – demia, da demos = popolo ed indica una malattia che attacca nel medesimo tempo e nello stesso luogo un gran numero di persone.

    Quindi gli studiosi osservano  la situazione clinica di una certa area geografica per un certo periodo di tempo per verificare la diffusione di malattie che si diffondono in modo inaspettato.

    Si tratta di un’informazione che serve alla salute comunitaria, quando ci si accorge che la malattia colpisce un numero di persone superiore a quanto ci si aspetti.Ciò significa che esistono dei livelli di incidenza  che sono considerati normali per certe malattie  e non mettono in allarme gli specialisti.

    Tutti si aspettano un certo numero di persone colpite dall’influenza durante il periodo invernale: in questo caso non si parla di -epidemia, ma semplicemente di sindrome influenzale.

    Se però il numero di ammalati di una certa malattia supera la media, si parla di epidemia, perché la quantità di casi che si presentano  oltrepassa i casi previsti.

    La scienza che studia le epidemie si chiama epidemiologia, in quanto studia la distribuzione e la frequenza dei fattori che veicolano le malattie nelle comunità.

    L’epidemiologia unisce nozioni di medicina con principi di scienze sociali, per aiutare il controllo delle malattie e prevedere possibili casi di epidemie.

    Malattie endemiche

    Una malattia si dice endemica quando è sempre presente o si presenta con frequenza in un determinato luogo o in certe popolazioni.

    • In Sicilia e in Sardegna, ad esempio, la talassemia  è una malattia endemica.
    • La malaria, invece, è una malattia endemica in molte zone tropicali, così come il colera è endemico in India.
    • La malattia di Lyme è ubiquitaria: è stata identificata nel 1977 per diffusione di artrite tra i bambini nella città di Lyme, Connecticut, Nord America ed è diffusa dalle zecche.

    Pandemia

    Quando un’epidemia si diffonde in vari paesi, si trasforma in pandemia. L’etimologia della parola significa “malattia che riguarda tutto il popolo”.  La pandemia si produce alla comparsa di un nuovo virus ( per il quale non c’è nessun tipo di immunità tra la popolazione)

    Se c’è una pandemia d’influenza significa che si presenta un nuovo virus influenzale che si propaga nel mondo e la maggior parte delle persone non ne è immune.

    Sotto alcuni aspetti l’influenza pandemica  assomiglia a quella stagionale, però sotto altri aspetti può essere molto differente.

    L‘influenza stagionale può colpire ogni gruppo di età e nella maggior parte dei casi provoca una malattia che cede spontaneamente e il completo recupero avviene senza intervento farmacologico. Il questo caso la mortalità per l’influenza stagionale colpisce soprattutto la popolazione più anziana o coloro che soffrono già di patologie precedenti.

    Al contrario, i casi più gravi o mortali dell‘influenza pandemica si sono osservati tra la popolazione più giovane, sia sana sia sofferente di malattie croniche e questa influenza ha causato più casi di polmonite virale di quelli che siano soliti comparire nell’influenza stagionale. Il numero di persone che non sono immuni al nuovo virus, in caso di pandemia, è molto maggiore.

    Meningite: è un’epidemia?

    E per quanto riguarda la meningite, che sta colpendo alcune persona in questo periodo, di che fenomeno si sta parlano: è un’epidemia?

    Secondo L’Istituto Superiore di Sanità la meningite è un’infiammazione delle meningi, membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale.

    E’ in genere di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La più comune è la forma virale, che di solito non ha gravi conseguenze.

    La forma che sta colpendo in questi giorni è quella batterica, più rara, ma molto più pericolosa perché può avere esiti letali.

    Il 5-10% della popolazione italiana è portatrice sana  e asintomatica del batterio del meningococco C che si annida in naso e gola e può trasmettere la malattia attraverso le secrezioni respiratorie. Una persona  contagiata, può essere curata con l’uso di antibiotici.

    E’ opportuna la vaccinazione contro la meningite?

    In tutta Italia la vaccinazione contro il Meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi ed è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti.

    Per gli adulti la vaccinazione non è consigliabile (tranne che per la Toscana), a meno che non siano presenti fattori di rischio. Se qualcuno si vuole vaccinare, lo può fare a pagamento, facendosi prescrivere il certificato dal medico di base.

    Il Ministero della Sanità rassicura la popolazione: i casi di meningite (sempre troppi, aggiungiamo noi), non sono superiori a quelli degli anni passati  e NON si può parlare di epidemia.

    Le epidemie nella storia

    Nel corso della storia ci sono state vere tragedie spesso dovute ad una cattiva organizzazione della società. Negli ultimi 200 anni sono morte milioni di persone a causa di differenti infezioni  che non si sono potute controllare nel tempo. Tra le più devastanti  ricordiamo:

    • La peste di Atene: è avvenuta nel 430 a.C ed è stata riferita da Tucidide, lo storico dell’epoca. Fu la prima pandemia di cui si abbia documentazione nella storia e si sa che morirono 30 milioni di persone.
    • La peste di Giustiniano: è stata la prima grande esplosione di peste bubbonica negli anni 541 e 542 d. C. in epoca bizantina, tra gli abitanti di Costantinopoli,  in cui sono morte più di 10 milioni di persone.
    • La peste nera: si crede che sia stata trasmessa dai mercanti nomadi proveniente dall’India a molti paesi. E’ avvenuta nel XIV secolo e ha ucciso 25 milioni di persone (un quarto della popolazione mondiale dell’epoca).
    • La febbre gialla: è stata una rara versione del virus influenzale, ed è avvenuta nel 1918, alla fine della 1à guerra mondiale. Ha ucciso più di 50 milioni di persone ed è descritta dagli storici come la più grave forma di pandemia per l’umanità, più letale della peste nera  e della Grande Guerra.

    La diffusione delle malattie è sempre possibile, anche se sono cambiati gli stili  di vita e le condizioni igieniche. Per questo è importante che i governi  segnalino immediatamente alla popolazione qualsiasi caso di possibile infezione, per poter intervenire tempestivamente, qualora ci siano dei pericoli e si possano  prendano le precauzioni adeguate.

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