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  • Riassunto “Nel labirinto dei quadri” – Stefano Bordiglioni

    Riassunto “Nel labirinto dei quadri” – Stefano Bordiglioni

    Oggi vi vogliamo proporre il riassunto del testo “Nel labirinto dei quadri” di Stefano Bordiglioni. Si tratta di un libro per bambini molto interessante perchè miscela in modo geniale una storia di fantasia con famose opere d’arte internazionali. Consigliato davvero perchè insegna ai piccoli in modo semplice ma affascinante come interpretare le opere d’arte.

    Riassunto Nel labirinto dei quadri Stefano Bordiglioni

    Riassunto “Nel labirinto dei quadri”: cap. 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7

    La scuola è cominciata come al solito, ma la classe 5° di Juliane e di Marco andrà in visita al museo per visitare una mostra molto interessante.

    In autobus succedono le solite cose, ma niente di eccezionale.  Arrivati al museo, Juliane si ritrova in fondo al gruppo con Marco, che è da solo perché è sempre deriso dai compagni. Lei,invece, ha litigato con la sua migliore amica.

    La guida spiega che il personaggio al centro del quadro rivela l’idea del pittore, ma Marco risponde che i quadri non parlano. Il custode, con un berrettino blu in testa, assiste al dialogo e, rivelandosi il mago che in realtà è,  catapulta i due bambini all’interno del quadro.

    Dice loro che, se vogliono liberarsi dall’incantesimo, dovranno parlare con i personaggi dei quadri, distinguendo bene gli amici dai nemici: solo così riusciranno a trovare le sette porte da cui uscire.

    I due si trovano su una collina coperta di grano, con tantissimi papaveri rossi, sullo sfondo una casa col tetto rosso e due donne e due bambini. La signora con l’ombrellino per ripararsi dal sole spiega loro che sono dentro al quadro: “I papaveri” di Claude Monet. 

    Chiedono alla signora dove si trovi la porta per uscire dal quadro, ma lei nega e raccomanda loro di rassegnarsi perché non c’è modo di andarsene. Così fanno conoscenza con Emily di cinque anni e Thierry di sette, che ha una gran voglia di giocare. Pensano di giocare a tennis, invece giocano a badminton, in cui la pallina è molto più leggera.

    Chiedono a Thierry dove sia la porta magica, ma Juliane capisce che lui non è un amico: non li sta a sentire, non risponde, non cerca di aiutarli! 

    Invece la piccola Emily propone loro di mostrargliela a patto che giochino con lei a – mamma e figli- e così il gioco si protrae a lungo finché Marco capisce che neanche Emily é un’amica perché gli amici non ricattano con la promessa di venire in aiuto!

    Finalmente l’albero parlante dice loro che, se vogliono trovare l’uscita, devono salire in alto perché la porta è tra i suoi rami: non devono essere diffidenti, gli alberi sono amici degli uomini e procurano loro ossigeno, fiori, frutti e legname.

    Dopo una salita faticosa, tutto il paesaggio cambia e i due ragazzi si trovano su un pavimento di una  grande barca a vela, che sta per affondare perché il mare è in tempesta. Nonostante i marinai li esortino a saltare nella scialuppa, nessuno dei due lo fa perché July è terrorizzata e Marco non vuole abbandonarla: i veri amici non ti abbandonano nel momento del bisogno!

    Così si ritrovano nel quadro di Turner “Il naufragio della  Minotauro” che dipinge una nave da guerra con 74 cannoni, che affonderebbe nel mare in tempesta, se non fosse tenuta a galla dal capitano John Barret e dai  suoi marinai.

    Il mozzo Kemal dà a Marco un grosso mattone di pietra, la Bibbia, perché pulisca il ponte della barca, e minaccia il bambino di fargli fare il “giro di chiglia” se si oppone. Il “giro di chiglia”consiste nell’essere legato al capo di una corda e far passare l’altro capo sotto la chiglia della nave che è incrostata da”denti di cane”. Questi sono animaletti protetti da conchiglie durissime e taglienti: chi sopravvive a questa tortura risale sulla nave pieno di tagli.

    Juliane viene accompagnata in cambusa, dove deve sbucciare una montagna di patate insieme al cuoco “Remora” detto così perché è matto come il pesciolino che porta questo nome. Il cuoco le racconta una serie di rapimenti, tra cui il suo, perché è molto bravo a cucinare e l’hanno “convinto” tramortendolo con un – mezzomarinaro – un bastone che serve a questo scopo. anche il sottotenente Kidd era stato convinto a diventare un marittimo attraverso il mezzomarinaro!

    E’ lo stesso cuoco Remora, commosso dalle sue lacrime, a rivelare a Juliane che la porta magica è il mare azzurro: entrambi si tuffano e il mare li inghiotte.

    Riassunto “Nel labirinto dei quadri”: Cap.8 – 9- 10- 11

    Si ritrovano bagnati fradici sul pavimento di una scuola di danza, circondati da ragazze in tutù: viene loro intimato di indossare una calzamaglia, per non infradiciare ulteriormente  il pavimento: sono nel quadro “Lezione di danza” di Edgar Degas. Il maestro Jules è molto severo e si aspetta che i due imparino la danza, cosa che soprattutto Marco rifiuta di fare. Chiedono a varie ballerine, che hanno occasione di avvicinare, dove sia la porta magica, ma sia Suzette che Claudine non sono interessate ai loro problemi, sono invidiose, dispettose e desiderose di emergere agli occhi del maestro.

    Comincia la prova del balletto Coppélia, fabbricante di giocattoli, e figlia di un mago,  dove i due ragazzi rappresentano due bambole meccaniche che devono danzare in laboratorio. ne approfitta Marco per chiedere a tutte le ballerine  della porta misteriosa; Juliane, invece, è affascinata dalla trama e la segue a bocca aperta.

    Alla fine scoprono che le ballerine non sono amiche perché parlano male l’una dell’altra in loro assenza: gli amici fra di loro dicono sempre la verità, anche se può essere  sgradevole.

    Quando i bambini non sanno più a chi rivolgersi, si accorgono che c’è uno yorkshire terrier  piccolissimo, che racconta loro che la porta che cercano è fatta di musica, per cui devono ballare  e saltare durante il prossimo pezzo che il maestro suonerà al pianoforte. Quando il maestro comincia a suonare, i due ragazzi si lanciano in una danza improvvisata, che li catapulta in un circo.

    Riassunto “Nel labirinto dei quadri”: Cap. 12 – 13 – 14 – 15 – 16

    Sono nel quadro di Fernando Botero “Gente del circo con elefante” Juliane  è vicina ad un elefante, cui si rivolge suscitando l’interesse  di una donnona, la donna cannone, seduta sul piedistallo dell’elefante, che le spiega che gli elefanti sono intelligenti, hanno una gran memoria e conoscono il mondo. Marco, invece, è vicino al pagliaccio Erro Raccio,un personaggio strano e imprevedibile, ma anche Cortes, l’acrobata, è strano: sta per due ore sulle braccia. Invita i ragazzi ad imparare qualche attività del circo, per meritare la cena e l’indicazione della porta magica ( dopo aver lavorato con loro un mese).

    Così Juliane prova a camminare sulla corda senza successo e, alla fine, deve frustare  l’elefante perché salga su un piedistallo e vi rimanga in equilibrio su una zampa sola. Ma Juliane spiega all’elefante che lei non ha nessuna intenzione di colpirlo, né con la frusta, né con un bastone, perché non si colpiscono gli animali. Piuma, allora,  sale sul piedistallo su una zampa sola spontaneamente e scende facendo un inchino.

    Marco, intanto, prova a fare  il giocoliere: deve far girare delle palline sopra la testa senza mai farle cadere, ma è del tutto incapace e fa ridere anche la scimmia. Così gli propongono di fare il pagliaccio, ma Erro è geloso, e sembra molto pericoloso, ma così non è.

    Intanto Juliane è in groppa al suo amico elefante Piuma e non vuole più scendere, neppure per cercare la porta magica, così Marco si aggira per il circo trovando in gabbia zebre, dromedari, cavalli e un leone. Mentre vede la donna cannone essere lanciata in aria, si nasconde spaventato. Intanto Juliane, con un imbroglio da parte della scimmia in giacca e cravatta ( che le dice che Marco è uscito dal quadro senza aspettarla), entra nella gabbia della tigre e si ritrova di nuovo sulla barca Minotauro in pieno naufragio.

    Intanto Marco continua a cercare l’amica inutilmente, finché Piuma l’elefante non gli spiega che cosa è successo, così Matteo si fa coraggio ed entra nella tana del leone perché gli amici non si lasciano in difficoltà.

    E anche Matteo si ritrova sulla Minotauro, imprigionato come Juliane, in lacrime per lo spavento e sulla nave devono pulire ovunque, incatenati e sorvegliati, finché non arriva il cuoco Remora, loro amico,che li nasconde su una scialuppa e li spinge in alto mare. Quando si tuffano in acqua si ritrovano nuovamente nella “Lezione di danza” di Degas e si lanciano di nuovo nella danza per uscire dal quadro.

    Sono di nuovo al circo dove Piuma l’elefante li fa entrare nella pancia del cannone per essere catapultati in aria e si ritrovano nella “Notte stellata” di Van Gogh!

    Riassunto “Nel labirinto dei quadri”: Cap. 17 – 18 – 19

    Anche qui si muovono per trovare la porta di uscita e, bussando ad una porta, si ritrovano nel quadro “Mangiatori di patate” di Vincent Van Gogh, quindi non sono solo in un quadro, ma proprio nel mondo di Van Gogh. I bambini vengono invitati a tavola, ma le patate di cui si cibano sono veramente poche, per cui si trattengono e mangiano pochissimo.

    Nel cercare la camera da letto, riconoscono la camera del pittore nella casa di Arles, ma Marco si meraviglia che la stanza sia povera e spoglia. Chi li avrebbe aiutati? Dalla parete si  ode una voce: è l‘Autoritratto di Van Gogh che parla e racconta che ha cominciato a dipingere a 27 anni, senza diventare pastore protestante come voleva suo padre. Poi ha vissuto in Olanda e ad Arles, nel sud della Francia, dove era molto conosciuto. Questa informazione viene confermata dal postino Joseph Roulin, che ogni mese gli portava i soldi che gli spediva suo fratello per vivere. Van Gogh non vendeva i suoi quadri, ma li regalava ed era considerato pazzo, tant’è vero che era stato ricoverato in manicomio.

    Anche la storia del taglio dell’orecchio è un po’ confusa, Van Gogh afferma che è successiva alla partenza del suo amico Paul Gaugin, il miglior pittore, secondo lui. Quando i ragazzi gli dicono che i suoi quadri sono esposti nei più importanti musei del mondo, si meraviglia molto e confida loro che la porta è la stella più bassa all’orizzonte.

    In attesa che cali il sole e si ripresentino le stelle, riflettono sul tempo e pensano che gli amici devono stare insieme tutta la vita e invecchiare insieme. Riconoscono anche il quadro “Il vigneto rosso” l’unico che Van Gogh abbia mai venduto, poi finalmente rispuntano le stelle rotonde del pittore che si posizionano formando una scala per permettere ai bambini di passare attraverso la stella più bassa.

    Riassunto “Nel labirinto dei quadri”: Cap.  20 – 21 – 22- 23 – 24- 25 -26 -27

    Si ritrovano in un palazzo pieno di scale e porte che si aprono anche sul soffitto e sulle pareti laterali. I personaggi che animano questo quadro sono manichini di ogni età e genere, tutti senza faccia, che però parlano. Dicono loro che sono in un quadro di Maurits Cornelis Escher “Relatività”. La conversazione con i vari manichini è strana e si conclude sempre con l’espressione “ci mancherebbe altro”.

    I due ragazzi capiscono che non possono ottenere aiuto dai manichini e provano ad aprire tutte le porte: rivedono il campo di papaveri di Monet, poi il quadro del mare in tempesta con i suoi personaggi.Per aprire  una porta che si trova sul soffitto Marco capisce che  vi può camminare sopra: ecco perché il quadro si chiama – Relatività-, ogni superficie è relativa, se ci stiamo sopra è un pavimento, se ci stiamo vicino è una parete, se siamo lontani è un soffitto.

    Secondo Marco, si trovano in un labirinto magico, privo di spiegazioni logiche perché la magia è magia. Dietro la porta vede la di danza scuola  con gli stessi dispetti fra le ballerine. Sulla parete trovano la porta oltre la quale si trova il circo, con l’elefante Piuma loro amico. Nella ‘ultima porta trovano il cielo stellato e lo stesso Van Gogh che parla con loro.

    Sembra che non ci siano più soluzioni, quando i due ragazzi  vedono entrare un cardellino con un piccolo berretto blu in testa che indica loro una scala che finisce nel nulla: i gradini si appiattiscono e i ragazzi scivolano verso il basso. Sono nel settimo quadro, dove c’è un albero gigantesco e dorato, i cui rami terminano in un ricciolo, e tre personaggi: a destra due innamorati che si abbracciano e a sinistra una ragazza invidiosa. Sono dentro “L’albero della vita” di Gustav Klimt, in cui le due ragazze sono la stessa persona: Teresa in attesa dell’amore e Teresa che ha incontrato l’amore.

    Nessuno  li aiuta e loro si avvicinano al falco, che ha un’ aria torva e uno  sguardo cattivo:Klimt ha voluto che simboleggiasse un pericolo, forse addirittura la morte, quindi, intimoriti, si allontanano. Ma è proprio da lui che arriva il suggerimento di salire sull’albero della vita e lasciarsi cadere insieme sul prato. Non si faranno male se si terranno per mano e si fideranno l’uno dell’altra.

    Dopo il salto, si ritrovano al museo insieme ai loro compagni di classe, che non credono alla loro avventura, ma si meravigliano che sappiano tanti particolari sui quadri che stanno osservando.


    Riassunto “Nel labirinto dei quadri” – “super-compatta”

    La classe 5° di Juliane e Marco si reca al museo. All’improvviso  i due ragazzi si trovano all’interno di un quadro “I papaveri” di Claude Monet, da cui escono aiutati dall’albero che li fa saltare dentro al quadro “Il naufragio della Minotauro” di Turner.  Da qui fuggono buttandosi in mare. Passano  quindi nel dipinto “Lezione di danza” di Edgar Degas da dove, dopo varie avventure, scappano con l’aiuto di un cagnolino che indica loro di lanciarsi nella musica. Così, durante il ballo, si ritrovano in “Gente del circo con elefante” di Fernando Botero, dove il loro amico ed aiutante è Piuma, l’elefante, che attraverso il cannone li fa saltare nel mondo di Van Gogh.

    Entrano nel quadro “I mangiatori di patate” di Van Gogh e visitano tutto l’ambiente del pittore, parlando col suo autoritratto ed escono attraverso la stella più bassa all’orizzonte del quadro.

    Da lì passano al quadro “Relatività” di Maurits Cornelis Escher, e su indicazione di un cardellino, entrano nel “L’albero della vita ” di Gustav Klimt. E’ l’ultimo quadro, per cui  si ritrovano  di nuovo al museo, tenendosi per mano perché si fidano l’uno dell’altro e quindi sono amici.

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