Aggettivo possessivo: come si analizza?
L’aggettivo possessivo indica l’appartenenza di un oggetto (o essere) e contemporaneamente il possessore.
Sono aggettivi possessivi:
| Persona | Maschile | Femminile | Maschile | Femminile |
|---|---|---|---|---|
| 1° pers. sing.(io) | mio | mia | miei | mie |
| 2°pers. sing.(tu) | tuo | tua | tuoi | tue |
| 3°pers. sing.(egli) | suo | sua | suoi | sue |
| 1°pers. plur. (noi) | nostro | nostra | nostri | nostre |
| 2°pers. plur.(voi) | vostro | vostra | vostri | vostre |
| 3°pers.plur.(essi) | loro | loro | loro | loro |
Altri aggettivi possessivi sono
| Maschile | Femminile | Maschile | Femminile |
|---|---|---|---|
| proprio | propria | propri | proprie |
| altrui | altrui | altrui | altrui |
L‘aggettivo possessivo concorda in genere e numero con il nome al quale si riferisce.
L’aggettivo possessivo e l’uso dell’articolo
Il genere l’aggettivo possessivo è preceduto dall’articolo.
Le mie scarpe sono nuove. I nostri amici. verranno presto. La tua cartella è sul tavolo. La vostra richiesta è impresentabile. La mia città ha origini molto antiche. I vostri segreti sono al sicuro.
Si omette davanti a certi nomi di parentela al singolare: Nostra mamma e nostro fratello sono partiti per Roma.Ho cenato con suo zio. Sua zia è pettegola. E’ arrivata vostra nonna. Mia cugina viene spesso a casa mia.
Vogliono l’articolo quando precedono nomi di parentela
- al plurale: I suoi fratelli sono molto affidabili. I miei amici mi accompagnano sempre. I nostri cugini verranno sicuramente. Le mie sorelle sono state promosse.
- alterati: La mia sorellina è molto vivace. I miei gemellini sono identici. La tua zietta ti vuole bene. La sua cuginetta è molto intelligente.
- accompagnati dall’aggettivo possessivo loro: Il loro unico figlio vive a Roma. Il loro fratello è partito ieri. Il loro nipote studia all’estero.
- accompagnati da un aggettivo qualificativo:Ho saputo che è morta la tua cara nonna. La mia fortunata zia ha vinto il primo premio.
- con i nomi mamma, babbo, papà perché sono usati come vezzeggiativi: Il tuo papà lavora troppo. La mia mamma sta bene. Il suo babbo non vede l’ora.
Si omette il possessivo con i nomi indicanti parti del corpo, che si riferiscono al soggetto: Si prese la testa fra le mani (non la sua testa), o quando vi è un pronome che indica già il possessore: Gli hanno rubato la borsa. Ho le mani gelate (non le mie mani). Mi fa mal di testa ( non la mia testa). Mi sono fratturato la gamba (non la mia gamba). Luca si è tagliato i capelli (non i suoi capelli).
“Suo” di chi?
Nelle frasi: Luca è andato a teatro con Angela, poi è andato a mangiare a casa sua. Sua di chi? Di Luca o di Angela? Il nonno condusse la nipotina nella sua casa. Sua di chi?
Per evitare questa ambiguità, è necessario aggiungere l’aggettivo proprio quando si parla di qualcosa che si riferisce al soggetto della frase. Quindi diciamo: Luca è andato a teatro, poi è andato a mangiare a casa propria, è chiaro che si tratta della casa di Luca. Il nonno condusse la nipotina nella propria casa (del nonno, che è il soggetto)
Se sono andati a mangiare a casa di Angela (che non è il soggetto della frase), si deve dire: Luca è andato a teatro con Angela, poi è andato a mangiare a casa di lei. Il nonno condusse la nipotina a casa di lei.
Quindi, se ci si riferisce a qualcosa che non appartiene al soggetto, ma ad una persona diversa, si deve usare la forma di lui, di lei
L’uso di proprio
Si può usare per
- per rafforzare un altro aggettivo possessivo: L’ho visto con i miei propri occhi. Lo ha dipinto con le sue proprie mani.
- quando la frase ha un soggetto indefinito: Nessuno è profeta nella propria patria, ma anche: Nessuno è profeta nella sua patria.
Si deve usare
- nelle frasi con un verbo impersonale: Bisogna fare il proprio dovere. Si deve pensare al proprio futuro. Ci si deve sforzare di svolgere sempre correttamente il proprio compito.E’ bene verificare le proprie opinioni.
- nelle frasi in cui può nascere ambiguità. Lara ha detto ad Anna che ha perso il suo pettine. Suo di chi? Se diciamo Lara ha detto ad Anna che ha perso il proprio pettine, è chiaro che il pettine è di Lara, che è il soggetto della frase
L’uso di altrui
- E’ invariabile e significa “di un altro, di un’altra, di altri, di altre”. Viene usato per indicare un possessore indefinito. Si pone, di solito, dopo il nome. Rispetta sempre i beni altrui. Si è impadronito del denaro altrui.
La posizione degli aggettivi possessivi
Gli aggettivi possessivi, in genere, si collocano prima del nome cui si riferiscono.
Esempi: Mio padre passa molto tempo con i suoi libri. I tuoi amici sono molto simpatici. I suoi professori sono molto severi.
Si collocano dopo il nome:
- quando si vuol rafforzare l’idea del possesso: Pensa ai fatti tuoi. Questi sono colori miei. Lucia si preoccupa soltanto degli affari suoi.
- nelle espressioni esclamative: Amore mio, come sono felice di vederti! Signore mio, perdonami! Figlio mio, studia! Amica mia, quanto mi manchi!
- in alcune espressioni particolari: Di testa sua, da parte mia, per amor suo, bontà loro.
Esempio di analisi grammaticale
Il nostro cane nostro = aggettivo possessivo maschile singolare (anche aggettivo determinativo)
Il loro vestito loro = aggettivo possessivo invariabile (anche aggettivo determinativo)
Le cose altrui altrui = aggettivo possessivo invariabile (anche aggettivo determinativo)
I suoi amici suoi = aggettivo possessivo maschile plurale (anche aggettivo determinativo)
La mia casa mia = aggettivo possessivo femminile singolare (anche aggettivo determinativo)
Il proprio paese proprio = aggettivo possessivo maschile singolare (anche aggettivo determinativo)
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