Sintagma: definizione
Per sintagma si intende una combinazione di elementi nella catena parlata, ossia un gruppo di elementi che forma un’unità in una struttura gerarchizzata (gruppo nominale, gruppo verbale….)
Secondo Roman Jakobson “L’atto linguistico implica una selezione di certe unità linguistiche e la loro combinazione in unità linguistiche maggiormente complesse”.
Così la frase –La mamma di Maria è un’insegnante appassionata– è corretta, perché sia la scelta del lessico (le selezioni semantiche) sia i rapporti fra le parole nella struttura della frase ( ovvero le combinazioni sintattiche) sono conformi alla grammatica italiana.
Se invece diciamo -Di mamma la un’appassionata insegnante è Maria- non avremmo più una frase, ma un ammasso di parole. L’ordine e la linearità, cioè la disposizione delle parole in un determinato modo e in una successione temporale, sono aspetti imprescindibili della sintassi italiana.
Mentre in latino posso dire: – Magister bonum discipulum laudat oppure – Bonum discipulum magister laudat e anche – Magister laudat bonum discipulum in italiano posso dire solo – Il maestro loda il buon allievo che è molto diverso dal dire – Il buon allievo loda il maestro.
Ciò dipende dal fatto che in latino le funzioni logiche (soggetto, complementi) sono indicate dai casi, hanno cioè dei morfemi grammaticali ( ad esempio: –um = accusativo singolare della 2° declinazione maschile singolare) che ci danno un’informazione sintattica, indipendentemente dal posto che occupano nella frase.
Il italiano non abbiamo le declinazioni: le parole variano per il numero (singolare, plurale), ma non per le funzioni, che di solito sono introdotte da preposizioni semplici o articolate:nella frase -La mamma di Maria – di- introduce il complemento di specificazione, in latino sarebbe – Mariae mater, dove la terminazione – ae- del genitivo corrisponde alla preposizione italiana –di.
Anche in moltissime altre lingue non esistono ( o non esistono più) le declinazioni come nel francese, nello spagnolo, nel portoghese, nell’inglese…. ( mentre il tedesco, il russo, il greco e altre sono lingue con le declinazioni).
Se consideriamo la nostra frase La mamma di Maria é un’insegnante apprezzata secondo l’analisi logica tradizionale sarebbe
La mamma = soggetto
di Maria= complemento ( di specificazione)
é = copula
un’insegnante = nome del predicato
apprezzata = attributo del nome del predicato
Questo tipo di analisi é “metalinguistico” cioè fatto sulla lingua, ma non riguarda il comportamento della lingua. E’ un’analisi logica e astratta e adattabile quindi ad ogni lingua, tanto che i concetti di “soggetto” e di “predicato” si ritrovano in numerosissimi idiomi.
L’analisi sintattica proposta dalla linguistica più nuova è diversa: parte dalla struttura della frase per scomporla in gruppi di parole che hanno fra di loro delle relazioni sintattiche anche minime.
La nostra frase è scomponibile in due parti, dette rispettivamente gruppo nominale (o del nome) e gruppo verbale (o del verbo).
La mamma di Maria: GN ovvero gruppo nominale
è un’insegnante: GV ossia gruppo verbale
Sia il GN sia il GV possono essere più o meno complessi. Una frase minima é composta da un solo elemento nominale e da un solo elemento verbale: Mattia corre, Io mangio.
Il GN – La mamma di Maria– può essere a sua volta scomposto in due elementi detti sintagmi (cioè unità sintattiche): – la mamma- e -di Maria. Si può dire che il primo è un sintagma o gruppo nominale, il secondo è un sintagma o gruppo preposizionale (GP) perché introdotto dalla preposizione –di.
L’altra parte della frase è scomponibile nel verbo (V) e in un sintagma o gruppo nominale. Così che si potrà riscrivere la struttura sintattica dell’intera frase in una formula:
Fs (=frase semplice) → GN + GV dove il segno → si legge: ” é scomponibile in”. Oppure
Fs → GN1 + V + GN2
GN1 → la mamma di Maria
V → é
GN2 → un’insegnante appassionata
Questa struttura della frase può essere rappresentata con diversi grafici, che esprimono visivamente i rapporti tra i vari componenti sintattici. Lo schema che viene usato frequentemente si chiama albero.
In questo studio abbiamo analizzato un quadro molto generale dei problemi posti dall’analisi sintattica di una frase molto semplice. E’ chiaro che in una frase complessa le cose sono un po’ più complicate.