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  • Aggettivi indefiniti: analisi grammaticale

    Aggettivi indefiniti: analisi grammaticale

    Aggettivi determinativi indefiniti: ecco spiegata l’analisi grammaticale

    Gli aggettivi indefiniti rappresentano una quantità o una qualità  del nome che accompagna in modo indeterminato.

    Aggettivi indefiniti  maschili e femminili singolare  (possono essere usati anche come pronomi) 

    • ciascuno – ciascuna; nessuna – nessuno; alcuno – alcuna; certo – certa; taluno – taluna; altro – altra; poco – poca; tanto – tanta; molto- molta; troppo – troppa; parecchio – parecchia; altrettanto – altrettanta; tutto – tutta; alquanto – alquanta; vario – varia; diverso – diversa.

    Aggettivi indefiniti maschili e femminili plurale (possono essere usati come pronomi)

    • alcuni – alcune; certi – certe; certuni – certune; tali -tali; taluni – talune; altri – altre; pochi – poche; tanti – tante; molti – molte; troppi – troppe; parecchi – parecchie; altrettanti – altrettante; tutti – tutte; alquanti – alquante; vari – varie; diversi – diverse.

    Alcuni sono invariabili e non possono essere usati come pronomi

    • ogni; qualunque; qualsiasi; qualche.

    Certo e diverso : indefiniti e qualificativi

    Questi  due aggettivi assumono significati diversi secondo il contesto.

    Se sono collocati prima del nome hanno valore di aggettivi indefiniti:

    • Certe risposte lasciano l’amaro in bocca  =  Alcune risposte,aggettivo indefinito.
    • E’ successo diverso tempo fa = Molto, parecchio, aggettivo indefinito.

    Se sono collocati dopo il nome hanno valore di aggettivi qualificativi

    • Finalmente potrò darti un aiuto certo = sicuro   aggettivo qualificativo
    • Ho in mente progetti diversi dai tuoi = differenti  aggettivo qualificativo

    Certo può avere anche valore  di aggettivo dimostrativo –  Certi errori si pagano (questi, simili) = aggettivo dimostrativo

    Certo, se preceduto da articolo indeterminativo, indica una persona di cui non si conosce l’identità – Ha telefonato un certo Rossi.

    Certo, senza articolo, ha valore dispregiativo – Certa gente è proprio insopportabile.

    Certo può avere anche valore intensivo – Ho visto certe ragazze!


    Nulla, niente, nessuno se seguono il verbo, vogliono un –nonpleonastico ( superfluo);  quando lo precedono non vogliono la negazione.

    • Non ho capito niente.  Non penso a nulla. Non credo a nessuno.
    • Parla come se niente fosse (perché segue il verbo)  Niente può nuocermi. Nessuno mi può giudicare.

    Tale….. quale,  tanto….. quanto, alcuni…..altri, altrettanti…..quanti  formano coppie di indefiniti correlativi

    Tutto precede sempre l’articolo o il dimostrativo che accompagna il nome –  Tutta la gente guardava il cielo. Tutto questo è insopportabile.

    Alcuno, ciascuno, nessuno  davanti a parola che inizia per vocale presentano il troncamento come uno – Ciascun animale riconosce i propri cuccioli

    Molto, poco, parecchio, troppo, tanto, alquanto possono essere usati come avverbi:

    Tanto meglio! Luigi studia poco. E’ una persona tanto buona.

    Esempi di analisi grammaticale di Aggettivi indefiniti

    Alcuni tuoi amici

    alcuni = aggettivo indefinito maschile plurale

    tuoi = aggettivo possessivo maschile plurale

    amici = nome comune di persona, concreto, maschile , plurale, primitivo.


    Qualsiasi pensiero assurdo

    qualsiasi = aggettivo indefinito invariabile

    pensiero = nome comune di cosa,astratto, maschile, singolare, primitivo.

    assurdo = agg. qualificativo di grado positivo, maschile, singolare


    Tante rose profumatissime

    tante = aggettivo indefinito femminile plurale

    rose = nome comune di cosa, concreto, femminile, plurale, primitivo.

    profumatissime = agg. qualificativo di grado superlativo assoluto, femminile plurale.

    vota qui gli “Aggettivi indefiniti”: 

  • Paradosso cosa significa?

    Paradosso cosa significa?

    Cosa significa paradosso?

    PARADOSSO:  procedimento logico in cui la premessa e la conclusione sono in contraddizione. Es: Più studi , più sai;  più sai, più dimentichi; più dimentichi, meno sai; studiare non serve a nulla.

    Significato di paradosso dal dizionario Devoto Oli (iPad)

    paradosso1 ‹pa·ra·dòs·so› s.m.

    1. Proposizione formulata in apparente contraddizione con l’esperienza comune (i p. degli stoici) o con i principi elementari della logica, ma che all’esame critico si dimostra valida │ Paradossi di Zenone, volti a dimostrare l’assurdità del movimento e l’inesistenza della molteplicità (celebre quello che vede il corridore più veloce, Achille, impossibilitato a raggiungere la più lenta tartaruga) ║ Affermazione che, indipendentemente dalla sua verità o falsità intrinseca, è presentata in forma tale da sorprendere il lettore o l’uditore: filosofo, conferenziere amante dei p.║ Idea, comportamento, circostanza contraddittori o assurdi: sembra un p., ma è andata esattamente così.

    2. Nella letteratura greca, spec. dell’età alessandrina, breve narrazione di fatti straordinari o aneddoti bizzarri tratti dalla natura e dalla storia, per lo più raccolti in sillogi.

    ETIMO Dal gr. parádokson, der. di dóksa ‘opinione’, col pref. para- ‘para-2=>

    DATA sec. XVI.

    Esempi paradosso

    I paradossi si usano in scienze, economia e filosofia per stimolare la riflessione su un tema o per evidenziare un comportamento apparentemente contraddittorio e senza una spiegazione chiara.

    In letteratura, invece, il paradosso serve per esaltare un’idea, invitare il lettore alla riflessione, mostrare un contrasto, fare una battuta.
    In questo caso il paradosso viene chiamato anche antinomia ossia “problema contro le regole”
     
    Esempi
    “Io mento”  paradosso di Epimenide.
    Se dico “io mento” sto dicendo il falso, ma se dico il falso, sto anche dicendo il vero, dato che sto mentendo, esattamente come ho affermato nell’enunciato iniziale (io mento).
    Quindi l’affermazione “io mento” è vera sia quando dico la verità sia quando affermo il falso: è un’antinomia o paradosso.
    Il paradosso del nonno
     
    E’ un paradosso che si usa frequentemente nelle opere che riguardano i viaggi nel tempo, come Terminator, Ritorno al futuro o Futurama.
    Supponiamo che una persona possa viaggiare nel tempo e retrocedere di vari anni. Se uccide il nonno prima che abbia una discendenza, il protagonista del viaggio (nipote) non sarebbe nato né avrebbe avuto figli. Come avrebbe potuto retrocedere nel tempo per ammazzare il nonno, se non era mai nato?
    Per trovare una soluzione  a questo paradosso, qualcuno ha ipotizzato l’esistenza di universi paralleli alternativi.
    Vota qui il significato di paradosso: 
  • Shalla o scialla: che cosa significa

    Shalla o scialla: che cosa significa

    Shalla o Scialla? Entrambi. Ma cosa significa questo termine? E quale dei due è più utilizzato nel gergo giovanile?

    Da dove derivano queste parole? Leggi qui per scoprire le risposte alle tue domande!

    Shalla o Scialla: che cosa significano questi termini?

    Il termine – scialla– è diventato di uso nazionale nel 2011 con l’uscita del film omonimo, Scialla, di Francesco Bruni, in cui si raccontavano le vicende di uno studente romano,  che  esprimeva  con questo termine la sua filosofia di vita,  “tranquillo, non te la prendere, stai sereno”.

    Per rendere l’interiezione ancora più diffusa ed orecchiabile il film ha proposto la canzone -Scialla– in cui tutto è “scialla” dal telefono che squilla (e non deve procurare ansia) al fatto che non ha suonato la sveglia e si entra in classe alla 2° ora. Ma è scialla anche stare con gli amici o uscire con la propria ragazza, in questo caso scialla diventa pace, serenità, piacere.

    Sembra, però, che l’espressione, anche nella forma shalla, si precedente e comune presso i giovani romani che  già dall’inizio del 2000 usano l’espressione scialla, anzi  uniscono espressioni inglesi con altre in romanesco, per cui invece di take it easy dicono take it scialla.

    Anche nel Nord Italia molti preadolescenti rispondono a qualsiasi richiesta dei genitori con- scialla – come intercalare, rendendo gli adulti dapprima perplessi, poi via via sempre più rassegnati  ad un linguaggio che sembra essersi diffuso a macchia d’olio.

    Altre fonti mi hanno raccontato che il termine “Sciallo” è usato nel gergo giovanile come polleggio, polleggiato, polleggiatela… che significa di stare calmo tranquillo e di prenderla con calma.

    Origine di Shalla o Scialla

    Ma  questa parola – Shalla o Scialla – da dove deriva?

    Sembra partita dalla periferia romana  che forse ha italianizzato l ‘espressione araba – Inshallah Se Allah vorrà, A Dio piacendo. E’ una delle espressioni arabe più conosciute al mondo, per l’intreccio delle popolazioni che si spostano nei continenti, ma anche grazie ad Oriana Fallaci che nel 1990 ha pubblicato un libro – Inshallah- appunto, ambientato nella guerra civile in Libano.

    Per completare la visione di questo termine così diffuso, si può osservare come Spagna e Portogallo, che in epoche passate sono venute a contatto con la cultura araba, hanno trasformato nell’uso l’espressione originale.

    Sia in Portogallo  che in Spagna – Inshallah – è diventato molto comune  nelle espressioni rispettivamente – Oxalà – portoghese e – Ojalà –  spagnolo, e si può tradurre – Se Dio vorrà –  per esprime un desiderio che  non si è ancora realizzato, ma che si spera che accada in futuro, se Dio lo vorrà.

    vota qui il significato di “Shalla o Scialla”: 

     

     

  • Drag queen: significato

    Drag queen: significato

    Drag queen: che cosa significa?

    Drag queen: letteralmente drag = costume  queen = regina

    Una Drag Queen  è un uomo che si veste, si pettina, si trucca come una donna. Ma, a differenza dei travestiti, che imitano l’abbigliamento femminile, le Drag Queen lo esasperano volutamente. Così come una Drag Queen non va confusa con un transessuale, la cui identità sessuale fisica non corrisponde a quella psicologica.

    L’origine delle Drag Queen si potrebbe far risalire agli spettacoli satirici dell’epoca vittoriana, conosciuto come Burlesque. Drag sembra essere l’acronimo di “Dressed as girl” da cui –drag-  sarebbe l’atto di trascinare  le lunghe gonne indossate dagli attori che si travestivano da donna.

    Una Drag Queen indossa tacchi altissimi, pettinature fantasiose, con parrucche grandi e colorate, abiti ricchi  di paillettes, eccentrici e brillanti per richiamare l’attenzione, costruire un personaggio e calcare le scene.

    In genere ballano, cantano e fanno cabaret, con battute sottili a doppio senso, non sempre volgari. L’intenzione di questi artisti è giocosa: hanno l’intento di offrire divertimento, sovvertendo  le regole sociali. Si presentano sarcastici, spregiudicati e sexy e sono ammirati soprattuto dalle persone adulte, che riconosco e apprezzano le loro imitazioni e la loro ironia.

    Un’idea stereotipata  pretende che le Drag Queen siano tutte gay, ma in realtà possono avere qualsiasi orientamento sessuale, non necessariamente omosessuale o transessuale.

    Vota il significato di Drag Queen: 

     

  • Cosa significa Meme Coffin?

    Cosa significa Meme Coffin?

    Ultimamente stanno spopolando su Youtube video "Meme Coffin".
    L'origine del meme Dancing Coffin, ovvero la danza con le bare è un'antica tradizione comune in Ghana. Gli abitanti di questo paese assumono speciali ballerini per il funerale per inviare allegramente i morti al prossimo mondo. Viene spiegato bene in questo video Youtube https://youtu.be/kvHhmGcFGnQ. 
    
    Successivamente sono apparsi altri video che dimostrano questa tradizione montati con scene di persone che rischiano di farsi molto, ma molto male... Questi video pubblicati su Youtube e TikTok raggiungono milioni di visualizzazioni in poco tempo. 
    Non si sa esattamente chi e quando abbia avuto l'idea di renderlo un meme. Il primo noto apparso in Tiktok il 26 febbraio 2020. L'utente @lawyer_ggmu ha preso come base un video con uno sciatore che salta senza successo su un trampolino. Ma invece di cadere, viene mostrato un video coi danzatori ghanesi. 

    Qual è la canzone dei meme coffin?

    La canzone alla base dei video meme coffin è Astronomia di Vicetone, Tony Igy. La puoi ascoltare su Spotify qui:

    https://open.spotify.com/track/3hWfKBt3n7j1xqIy6LA5ve

    Quali sono i meme coffin più visti?

    Oltre 3Milioni di visualizzazioni per questo video, gli altri che seguono si avvicinano al milione di visualizzazione raggiunte in pochi giorni…

    https://www.youtube.com/watch?v=2rSsuEQbLpI
    https://www.youtube.com/watch?v=H-ARhyBMNEM
    https://www.youtube.com/watch?v=HG–64Bb60A

    Che significato hanno i danzatori con le bare?

    I danzatori con le bare sono un meme che allude ad un esito fatale. Nel caso dei video di Tiktok, viene utilizzato un genere popolare: i video falliscono. Questi includono, ad esempio, il meme Diretto da Robert B. Weide.
    
    Nel caso dei meme ordinari, i ballerini con una bara sono portatori di morte imminente. Questo argomento è diventato particolarmente popolare tra i meme sul coronavirus cinese.

    Hai visto un meme coffin particolare? lascia il link nei commenti!

     

  • Cosa significa ISTDP

    Cosa significa ISTDP

    Questo sito spiega cos’è ISTDP: è acronimo di Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy

    La terapia stessa è stata sviluppata tra gli anni ’60 e ’90 da Habib Davanloo, psichiatra e psicoanalista di Montreal. Vide le sessioni dei pazienti e guardò le registrazioni nei minimi dettagli per determinare il più precisamente possibile quali tipi di interventi fossero più efficaci nel superare la resistenza, che credeva agisse per mantenere i sentimenti dolorosi o spaventosi fuori dalla consapevolezza e prevenire la vicinanza interpersonale.

    ISTDP è insegnato da Habib Davanloo alla McGill University, così come in altre università e strutture post-laurea in tutto il mondo. L’Istituto ISTDP offre materiali di formazione ISTDP in linea, inclusi video introduttivi ed esercizi di sviluppo delle abilità.

  • Paratassi e Ipotassi Significato

    Paratassi cosa significa?

    Con paratassi si intende la costruzione del periodo fondata  sull’accostamento di proposizioni indipendenti unite da segni ortografici, in genere la virgola, (quindi legate per ASINDETO) o  da  coordinazione  (quindi legate per POLISINDETO). La scelta di una sintassi semplice, lineare e spezzata produce una prosa essenziale  e un ritmo incalzante, con una concisione  privi di momenti descrittivi o riflessivi.  La paratassi è tipica di molta prosa del Novecento.

    Ipotassi significato

    Con ipotassi si intende la costruzione del periodo fondata sulla subordinazione per ottenere una prosa dal ritmo lento, complessa e ricercata, adatta ad un brano descrittivo o riflessivo.

  • Cos’è lo Spannung?

    Cos’è lo Spannung?

    Cosa significa spannung?

    Spannung: in un testo narrativo è il momento di massima tensione, il momento cruciale che si presenta come un “enigma” da risolvere, perchè suscita nel lettore il desiderio di sapere come andrà a finire la storia. Molto spesso è rappresentato dal capovolgimento totale della situazione iniziale.

    Altri testi lo definiscono come “il momento di massima tensione e coincide con l’evento che determina lo scioglimento, positivo o tragico della storia”.

    Altri ancora citano alcuni esempi per far comprendere il significato di Spannung.

    Esempi di Spannung

    “E il lupo se la mangiò in un sol boccone”

    Traduzioni in inglese di “Spannung”

    Spannung si potrebbe tradurre in inglese come: excitement, strain, stress, suspense, tautness, tension, voltage, stresses, tightness, tensions, strains, voltages

    Vota il significato di spannung qui: 

  • Verbi : aspetti generali e analisi grammaticale [GUIDA 2021]

    Verbi : aspetti generali e analisi grammaticale [GUIDA 2021]

    I verbi  sono fondamentali per la comunicazione. In questo articolo spieghiamo gli aspetti generali, come analizzare i verbi, il verbo essere ed il verbo avere, esempi di analisi grammaticale dei verbi, i verbi servili, i verbi copulativi ed i verbi fraseologici.

    Verbi: aspetti generali

    Il verbo (dal latino verbum = parola) è l’elemento indispensabile per qualsiasi comunicazione. Ogni frase contiene sempre un verbo, anche se non è espresso.

    Esempio: Buon anno! (sottinteso: ti auguro un buon anno). Aiuto! (sottinteso: chiedo aiuto). Queste frasi, con il verbo non espresso, sono dette frasi nominali.

     

    Il verbo è la parola che indica un‘azione, uno stato, una qualità, l‘esistenza del soggetto.

    • Anna ripassa la lezione = azione compiuta dal soggetto
    • Anna siede sul banco =  stato del soggetto
    • Anna è una bella ragazza = qualità del soggetto
    • C‘è anche Anna = esistenza del soggetto

    In una voce verbale riconosciamo i seguenti elementi:


    la radice (lessema)               = cant-are

    la vocale tematica                  = cant-a-re

    il tema                                      =  canta-re

    caratteristica temporale       = cant-a-v-amo

    la desinenza                           =  cant- o


    La maggior parte dei verbi nella frase svolge la funzione centrale di dire qualcosa del soggetto. Ci sono anche verbi che possono avere funzione di “servizio” ad altri verbi

    verbi ausiliari (essere, avere)

    servili (potere, dovere, volere)

    fraseologici (stare per, continuare a…..)


    Le determinazioni essenziali  del verbo sono le seguenti:

    • La persona  = prima, seconda, terza
    • il numero    = singolare, plurale
    • il modo        = finito (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo)     indefinito o nominale (infinito, participio, gerundio)
    • il tempo       = presente (presente)  passato (imperfetto, passato prossimo, passato remoto, trapassato prossimo) futuro (futuro semplice, futuro anteriore)
    • il genere       = transitivo, intransitivo
    • la forma       = attiva, passiva, riflessiva

    La persona e il numero del verbo

    I verbi italiani hanno

    • tre persone singolari

    1° persona    io

    2° persona    tu

    3° persona    egli, esso, essa

    • tre persone plurali

    1° persona   noi

    2° persona   voi

    3° persona  essi esse


    Difficoltà che  si possono incontrare nell’individuare la persona (soprattutto tra gli stranieri):

    Esempi

    io e mia sorella = noi

    Anna e Franco  = essi

    tu e il tuo amico = voi

    Anna e Paola = esse

    il cane e il gatto = essi

    mio padre ed io = noi

    vostro fratello e tuo zio = essi

    tu ed io = noi

    tu e lui = voi

    lui e te = voi

    noi e voi = noi

    voi e noi = noi


    La maggior parte dei verbi nella frase svolge la funzione centrale di dire qualcosa del soggetto. Ci sono anche verbi che possono avere funzione di “servizio” ad altri verbi

    Verbi ausiliari (dal latino auxilium = aiuto)  essere, avere

    Il verbo essere si usa

    • Come ausiliare di se stesso nei tempi composti: Siamo stati a cena fuori ieri sera. Ieri sei stato coraggioso. Sarò stato svelto? 
    • Con i verbi intransitivi, il cui participio passato può essere usato anche da solo,come aggettivo: L’altro ieri è nato un bel bambino. Oggi la luna è spuntata tardi. Siamo arrivati in perfetto orario.
    • Per formare i tempi composti dei verbi impersonali: Non ricordo più se l’anno scorso è piovuto o è nevicato nella settimana di Natale. Si è mangiato bene al ristorante. Mi era sembrato di essere in ritardo.
    • Nei tempi semplici e in quelli composti della forma passiva di tutti i verbi transitivi: E’ accompagnato dalla madre. Era stato accompagnato dalla madre. Matteo è lodato dalla sua insegnante.

    Il verbo avere si usa

    • Come ausiliare di se stesso, nei tempi composti: Avevamo avuto qualche problema. Ho avuto mal di schiena. Dice di aver avuto fretta nel consegnare il compito. Ho avuto 
    • Per formare i tempi composti di tutti i  verbi transitivi attivi: Abbiamo vinto alla lotteria. Ho scritto una lettera al nonno. Avete mangiato un panino? Avrai studiato abbastanza?
    • Per formare i tempi composti di alcuni verbi intransitivi: Ha camminato. Ha cenato. Ha dormito. Ha giocato. Ha pianto Ha riso. Ha sognato. Ha viaggiato.

    I verbi  essere e avere possono essere usati da soli e avere un significato proprio.

    • Esempi

    Dio é o c’è (= esiste).  Siamo qui (= stiamo, ci troviamo). I nonni sono in cucina (= si trovano). Luca é attento (= copula)

    I nostri amici hanno una bella macchina (= possiedono). Mio fratello avrà un premio (= otterrà)

    Accordo del participio passato col soggetto

    • Quando l’ausiliare è essere il participio passato si accorda in genere e numero con il soggetto Sono arrivato/a di corsa. Siamo arrivati/e alla stazione.
    • Quando l’ausiliare è avere il participio  passato  normalmente rimane invariato, senza accordo: Hai guardato cosa fanno oggi al cinema?Avete guardato la televisione tutto il giorno.
    • Nel caso in cui il complemento oggetto sia costituito dai pronomi personali lo, la, li, le, l’accordo in genere e numero è invece obbligatorio: L’ho guardata di sfuggita. Le ho guardate attentamente.

    E’ bene precisare che essere e avere  hanno coniugazione propria, diversa rispetto a quella degli altri verbi,pertanto non appartengono a nessuna delle tre coniugazioni.

    Esempi di analisi grammaticale del  verbo

    Che egli abbia = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo congiuntivo, tempo presente, 3° persona singolare

    Avere avuto = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo infinito, tempo passato.

    Ebbero avuto = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo indicativo, tempo trapassato remoto, 3° persona plurale

    Avente = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo participio, tempo presente.

    Avesti = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo indicativo, tempo passato remoto, 2° persona singolare.

    Aveva avuto = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo indicativo, tempo trapassato prossimo, 3° persona singolare.

    Avrete = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo indicativo, tempo futuro semplice, 1° persona plurale.

    Avreste = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo condizionale, tempo presente, 1° persona plurale.

    Abbiate voi = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo imperativo, tempo presente, 2° persona plurale.

    (Che) noi avessimo avuto = voce de verbo avere, coniugazione propria, modo congiuntivo, tempo trapassato, 1°

    Fui = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo indicativo, tempo passato remoto, 1° persona singolare

    Saresti = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo condizionale, tempo presente, 2° persona singolare

    (che) noi siamo stati = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo congiuntivo, tempo passato, 2° persona plurale.

    Sii tu = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo imperativo, tempo presente, 2 persona singolare

    Saremo = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo indicativo, tempo futuro semplice, 1° persona plurale.

    Saremmo = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo condizionale, tempo presente, 1° persona plurale.

    (Che )voi foste stati = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo congiuntivo, tempo trapassato, 2° persona plurale

    Essendo = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo gerundio, tempo presente.

    Era stato = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo indicativo, tempo trapassato prossimo, 3° persona singolare.

    Essere = voce del verbo essere, coniugazione propria, modo infinito, tempo presente.


    Funzioni del verbo essere in analisi logica

    Quando si analizza il verbo essere in analisi logica, bisogna prestare attenzione al suo significato nella frase.

    • Quando indica esserci , esistere,  stare, trovarsi, usato in senso assoluto,  è predicato verbale 

    Esempi

    Dio c’è = Dio = soggetto c’è = predicato verbale;

    Mattia oggi non è a casa = Mattia = soggetto, oggi = complemento di tempo, non è = predicato verbale,  a casa = complemento di stato in luogo.

    I nonni sono in cucina = I nonni = soggetto, sono = predicato verbale, in cucina = complemento di stato in luogo.

    • Quando è usato come ausiliare  nella frase passiva è predicato verbale.

    Esempio

    L’auto è stata lavata. = L’auto = soggetto,  é stata lavata = predicato verbale.

    La turista fu accompagnata dalla guida.= La turista = soggetto, fu accompagnata = predicato verbale, dalla guida = compl.agente.

    • Quando il verbo essere è seguito da un nome o aggettivo, diventa predicato nominale

    Esempi

    Mattia è uno studente modello = Mattia = soggetto , é uno studente = predicato nominale, modello  = attributo; oppure  è = copula,  uno studente = nome del  predicato.

    La Sicilia è un’isola = La Sicilia = soggetto; è un’isola = predicato nominale;   oppure  è = copula, un’isola = nome del predicato.

    Quella casa è mia. = Quella casa = soggetto + attributo, è mia = predicato nominale; oppure  è = copula, mia = nome del predicato


    Verbi servili

    I verbi potere, dovere, volere sono detti verbi servili. Spesso accompagnano un altro verbo posto all’infinito.

    • Esempi

    Non posso rispondere al telefono ora. Dovevi riflettere prima di parlare. Voglio vedere chi mi batte a tennis.

    Nei tempi composti, i verbi servili prendono di norma l’ausiliare richiesto dal verbo all’infinito.

    • Esempi

    Sono dovuto partire        perché si dice……..sono partito

    Ho voluto mangiare        perché si dice…….ho mangiato

    Sono potuto tornare       perché si dice…….sono tornato.

    L’ausiliare avere è però  obbligatorio quando potere, dovere e volere accompagnano il verbo essere.

    • Esempi

    Avresti dovuto essere più puntuale. Avrei potuto essere cortese. Vorrei essere libero. Ho voluto esserti amico.

    Altri verbi in funzione servile sono: essere solito, essere capace, essere in grado, sapere, osare, preferire

    • Esempi

    Noi siamo soliti mangiare da soli. Noi siamo capaci di mangiare da soli. Noi sappiamo mangiare da soli. Non oso pensarci. Preferisco andare a casa.

    Anche i verbi servili, come avviene per gli ausiliari, possono essere usati con un proprio significato autonomo.

    • Esempi

    Ti devo  dieci euro. Tuo padre è un uomo importante, può molto. Voglio il quaderno che mi hai preso.

    In analisi logica i verbi servili formano un unico predicato con i verbi che accompagnano.

    • Esempi

    Noi siamo soliti mangiare da soli = Noi = soggetto, siamo soliti mangiare = predicato verbale 

    Non poté raggiungere gli amici = Egli = soggetto sottinteso, poté raggiungere = predicato verbale, gli amici = complemento oggetto


    Verbi copulativi

    Sono quei verbi come essere e sembrare, divenire, riuscire, risultare, rimanere, …. che da soli non hanno senso compiuto, ma servono da legame tra il soggetto e il nome del predicato.

    Esercizi

    Il cielo sembra incandescente= Il cielo = soggetto, sembra incandescente = predicato nominale.

    Il lavoro riuscì perfetto = Il lavoro = soggetto, riuscì perfetto = predicato nominale.


    Verbi fraseologici

    I verbi fraseologici accompagnano un verbo in modo indefinito (infinito, participio, gerundio) per precisare meglio l’azione e aggiungere una sfumatura di significato.

    I più comuni verbi fraseologici sono: cominciare a, essere sul punto di, stare per, continuare a, finire di, finire per, cercare di…

    • Esempi

    Sto per partire,  Ho cominciato ora a leggere il libro. Sulla Rai stanno trasmettendo un bel film. Continuate a commettere sempre gli stessi errori. Ha smesso di nevicare. Mi sono sentito offeso.Mi sono visto perduto. Ho provato a telefonarti. Mi sforzo di sorridere. Sono lì lì per piangere. Mi trovo costretto a rifiutare. Franca cerca di parlare.  L’insegnante inizierà ad interrogare alla prima ora.

    In analisi logica i verbi fraseologici formano un unico predicato con i verbi che accompagnano.

    Esempi

    La barca cominciò a muoversi: La barca = soggetto, cominciò a muoversi = predicato verbale

    Il treno sta per partire: Il treno = soggetto, sta per partire = predicato verbale.

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  • Pronome relativo: come fare l’analisi del pronome relativo [GUIDA 2021]

    Pronome relativo: come fare l’analisi del pronome relativo [GUIDA 2021]

    Pronome relativo: che cosa è?

    Il pronome relativo mette in relazione due proposizioni.

    Le sue forme sono di due specie: invariabili (che, cui) e variabili (il quale)

    Soggetto e compl. oggetto Singolare
    che, il quale, la quale
    Plurale
    che, i quali, le quali
    Complementi indirettidi cui, del quale, della qualedi cui, dei quali, delle quali
    a cui, al quale, alla qualecui, ai quali, alle quali
    da cui, dal quale, dalla qualeda cui, dai quali, dalle quali
    con cui, con quale, con la qualecon cui, con i quali, con le quali
    per cui, per il quale, per la qualeper cui, per i quali, per le quali
    in cui, nel quale, nella qualein cui, nei quali, nelle quali
    su cui, sul quale, sulla qualesu cui, sui quali, sulle quali

    Pronome relativo: CHE

    • E’ il pronome relativo più usato perché più breve e pratico.
    • E’invariabile.
    • Si usa solo come soggetto o complemento oggetto. Ho visto Luca che (il quale =  soggetto) mi ha chiesto un passaggio. Ecco la cartella che (la quale = complemento oggetto) mi avevi prestato.
    • Non può mai essere preceduto da preposizioni, tranne:
    • le espressioni il che, del che significano “ciò, la qual cosa, di ciò, della qual cosa”  La mamma è partita, il che (  ciò, la qual cosa) mi addolora.Mio fratello ha preso la patente, del che (della qual cosa)  sono contento

    Da non confondere 

    • che   pronome relativo…………..   Il libro che ti piace tanto è mio

    con che  

    • aggettivo interrogativo ….  Che film hai visto?
    • pronome interrogativo …….      Che fai?
    • aggettivo esclamativo …..   Che gioia!
    • pronome esclamativo……………Che mi tocca fare!
    • congiunzione..………………….Pensavo che piovesse
    • pronome indefinito………………Quel ragazzo ha un che di strano  (qualcosa)

    Pronome relativo: CUI

    • E’ invariabile
    • Si usa solo come complemento indiretto preceduto da preposizioni (di cui, da cui, con cui, su cui….) Ho rivisto il signore di cui ti avevo parlato. Le idee, per cui combattiamo, sono nobili.
    • Si può usare senza preposizione quando è complemento di termine. La persona cui mi ero rivolta è tuo zio. E’ venuto a trovarmi la ragazza cui avevo dato il mio indirizzo.
    •   Posto tra articolo e nome, cui significa del quale, della quale o dei quali. Ci sono dei problemi la cui  soluzione è semplicissima. = la soluzione dei quali. La signora Bianchi, alla cui lettera ( = alla lettera della quale) non hai risposto, è mia madre. Il ragazzo, la cui bicicletta si è rotta, è un mio amico.= la bicicletta del quale.

    Pronome relativo: QUALE

    • E’ variabile.
    • Si usa come soggetto e come  complemento indiretto (preceduto da preposizioni). Salutai Mattia, il quale era in partenza. Paola è l’amica con la quale studio. Il ragazzo del quale mi parlasti, è un ottimo studente.
    • Nel linguaggio comune viene spesso sostituito dal pronome che (quando è in funzione di soggetto) e dal pronome cui (quando è in funzione di complemento indiretto) Il treno il quale/ che  parte, è diretto a Roma. Il signore, dal quale / da cui ho ricevuto il premio, è il sindaco. L’ombrello al quale/ a cui sono più affezionata è questo.
    • Quando la frase è poco chiara e si creano ambiguità, è opportuno usare il quale ( la quale, i quali, le quali) al posto di che e cui. Se dico: Amo la sorella di Claudio, che vive in Spagna  non si capisce chi vive in Spagna; ma se dico: Amo la sorella di Claudio, il quale vive in Spagna  oppure Amo la sorella di Claudio, la quale vive in Spagna, il senso della frase è chiaro. Anche la frase Ho telefonato alla nipote di Giorgio con cui studio, non si capisce con chi studio. Perciò dovrò dire: Ho telefonato alla nipote di Giorgio, con il quale studio  oppure Ho telefonato alla nipote di Giorgio con la quale studio.

    Esempio di analisi grammaticale del pronome relativo

    I pronomi relativi invariabili che e cui devono essere trasformati nella corrispondente forma di quale.

    Fra tutte le persone che conosco

    Fra = preposizione semplice

    tutte = aggettivo indefinito femminile plurale

    le = articolo determinativo femminile plurale

    che = le quali, pronome relativo femminile plurale

    conosco 0 voce del verbo conoscere ,coniugazione 2° , modo indicativo, tempo presente, 1° persona singolare

    Il libro di cui mi parli

    Il = articolo determinativo maschile singolare

    di = preposizione semplice

    cui =  del quale, pronome relativo maschile singolare

    mi = particella pronominale

    parli = voce del verbo parlare, 1° coniugazione, modo indicativo, tempo presente, 2° persona singolare

     


    Se avete esercizi o compiti delle vacanze per i quali avete bisogno di una mano, mi raccomando, scrivete nei commenti, vi aiuteremo a risolverli!

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