Che cosa significa “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, …”?
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona” vediamo in questo articolo che cosa significa esattamente e da dove deriva.
Premessa Amor, ch’a nullo amato amar perdona
E’ necessario affermare che ci troviamo nel canto V dell’Inferno di Dante e precisamente nel secondo cerchio dell’Inferno, dove la voragine infernale si restringe perché si trova più in profondità verso il centro della terra.
Secondo la concezione dantesca, l’Inferno è una voragine a forma di imbuto che si apre proprio sotto Gerusalemme e sprofonda fino al centro della terra in cerchi o balzi sempre più ristretti e concentrici.
Dopo l’antinferno, una specie di anticamera in cui si trovano coloro che non hanno fatto né bene né male, e per la loro viltà pusillanime non sono considerati da Dante neppure degni delle pene infernali ed è limitato dal fiume Acheronte, c’é il Limbo, dove vanno coloro che sono morti senza battesimo e non hanno peccato in vita.
Più sotto comincia il vero e proprio Inferno, costituito da otto cerchi, in cui sono puniti i peccatori che sono morti senza pentirsi, in una successione che va dal peccato considerato meno grave al più grave.
I peccatori sono tanto più in basso – e quindi più vicini a Lucifero e più lontani da Dio – quanto maggiori sono state le loro colpe.
Le pene sono proporzionate alle colpe e assegnate con un riferimento simbolico, di contrasto o di somiglianza, alle colpe stesse (contrappasso).
In ordine si trovano: i lussuriosi, i golosi, gli avari e i prodighi, gli iracondi ed accidiosi, gli eretici, i violenti,i fraudolenti, i traditori.
Ogni cerchio è vigilato da divinità o mostri mitologici, che il Cristianesimo considera demoni.
Testo di: Amor, ch’a nullo amato amar perdona
v.100 Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, / prese costui de la bella persona / che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende
v.103 Amor, ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m’abbandona.
v.106 Amor condusse noi ad una morte: / Caina attende chi a vita ci spense> / queste parole da lor ci fur porte.
Parafrasi di: Amor, ch’a nullo amato amar perdona
Francesca da Rimini e Paolo Malatesta si avvicinano a Dante, volando insieme come colombe. E’ la stessa Francesca che risponde al Poeta.
v. 100 L’amore, che attecchisce all’animo nobile senza indugio (ratto), ha preso costui (Paolo) del (mio) bel corpo che mi é stato brutalmente strappato (che mi fu tolto ), e il modo ancora mi indigna (il modo ancora mi offende).
v. 103 L’amore che non concede a nessuno che é amato (a nullo amato) di non riamare, mi invase così fortemente della bellezza (piacer) di costui, che, come vedi, ancora mi tiene legata (non m’abbandona).
v. 106 L’amore ci ha portato a morire insieme (ad una morte). Caina ( l’ultimo cerchio in cui sono puniti i traditori dei parenti) aspetta chi ci tolse la vita.
Queste parole ci furono offerte da loro. (In realtà parla solo Francesca che é la portavoce anche di Paolo).
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Sintesi Amor, ch’a nullo amato amar perdona
Il verso di Dante: Amor, ch’a nullo amato amar perdona si può esprimere con – L’amore, che obbliga chi è amato ad amare a sua volta…
E infine vediamo l’interpretazione di Roberto Benigni, che come sapete legge (o meglio cita a memoria) e commenta in modo magistrale le opere di Dante
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