Drag queen: letteralmente drag = costume queen = regina
Una Drag Queen è un uomo che si veste, si pettina, si trucca come una donna. Ma, a differenza dei travestiti, che imitano l’abbigliamento femminile, le Drag Queen lo esasperano volutamente. Così come una Drag Queen non va confusa con un transessuale, la cui identità sessuale fisica non corrisponde a quella psicologica.
L’origine delle Drag Queen si potrebbe far risalire agli spettacoli satirici dell’epoca vittoriana, conosciuto come Burlesque. Drag sembra essere l’acronimo di “Dressed as girl” da cui –drag- sarebbe l’atto di trascinare le lunghe gonne indossate dagli attori che si travestivano da donna.
Una Drag Queen indossa tacchi altissimi, pettinature fantasiose, con parrucche grandi e colorate, abiti ricchi di paillettes, eccentrici e brillanti per richiamare l’attenzione, costruire un personaggio e calcare le scene.
In genere ballano, cantano e fanno cabaret, con battute sottili a doppio senso, non sempre volgari. L’intenzione di questi artisti è giocosa: hanno l’intento di offrire divertimento, sovvertendo le regole sociali. Si presentano sarcastici, spregiudicati e sexy e sono ammirati soprattuto dalle persone adulte, che riconosco e apprezzano le loro imitazioni e la loro ironia.
Un’idea stereotipata pretende che le Drag Queen siano tutte gay, ma in realtà possono avere qualsiasi orientamento sessuale, non necessariamente omosessuale o transessuale.
Ti stai chiedendo il signficato di cliffhager? Leggi qui per trovare le risposte alle tue domande e non esitare a chiedere nei commenti!
Significato di cliffhanger
Cliffhanger è un espediente narrativo utilizzato in letteratura, nelle opere cinematografiche e nelle serie TV col quale la narrazione o la scena si interrompe bruscamente con un colpo di scena o con un altro momento culminante ricco di suspense.
Tipicamente la tecnica del cliffahanger viene utilizzata per concludere un episodio per creare un sentimento di forte curiosità nel lettore o nello spettatore per invogliarlo a seguire il prossimo episodio o acquistare il prossimo libro.
Si tratta di uno stato di tensione con cui si assiste al succedersi di fatti complicati dei quali non si riesce a prevedere l’esito.
La definizione di ilragazzini riporta testualmente “episodio di serial che si chiude su una nota di forte suspense”.
Si potrebbe anche tradurre come “film o racconto mozzafiato”.
In alcuni contesti particolari come “gare, elezioni, etc”, si può definire un evento ricco di suspense, da cardiopalmo.
Alcuni testi traducono “cliffhanger” come rimane appeso a un precipizio come nella scena famosa di Silver Stallone.
In questo caso si fa riferimento ad una situazione stereotipale di suspese dei film di azione.
Quando è utilizzato il cliffhanger
Il cliffhanger viene spesso impiegato anche a fine stagione in particolare per le serie televisive.
Lo spettatore rimane con il fiato sospeso fino all’inizio della stagione successiva, che aspetta con ansia e trepidazione. Questo stacco narrativo può essere utile nel caso in cui sia incerto il ritorno di un attore l’anno successivo: il personaggio in questione si troverà in una situazione di vita o di morte, dalla quale uscirà o meno a seconda della decisione dell’interprete di restare o lasciare lo show.
Wikipedia ci spiega inoltre che la “ripresa” della narrazione viene chiamata in termine tecnico “hook”.
Cliffhanger
Cliffhanger: esempi di utilizzo in lingua inglese
That film had a cliffhanger. I didn’t know until the very end who did the crime.
Il sito http://lostpedia.wikia.com/wiki/Literary_techniques riporta questa spiegazione in inglese:
A cliffhanger ending is a plotting device in which a movie, novel, or other work of fiction contains an abrupt ending, often leaving the main characters in a precarious or difficult situation.
This type of ending is used to ensure that, if a next installment is made, audiences will return to find out how the cliffhanger is resolved.
Many Lost episodes/seasons cut to commercial breaks, or end, on a cliffhanger.
Recentemente, è stato scritto anche un libro sull’argomento_
“Arm knitting” Due braccia e un filo per lavorare a maglia senza ferri. Tutti i segreti in un libro.
L’Arm Knitting è una tecnica innovativa che permette di realizzare capi di grande effetto in maglia usando esclusivamente le braccia senza i ferri. Nel libro vengono presentati oltre 25 progetti, molti al femminile e per i bambini, ma anche qualche progetto al maschile e senza dimenticare gli accessori per la casa.
ti hanno detto che il tuo è un Monkey Job? beh, non è proprio carino…
Monkey Job significato
Si tratta di un compito ripetitivo, ed in modo particolare di una attività che non richiede di avere particolare attenzione o di un pensiero cosciente.
Letterlamente è un lavoro da “scimmia”.
Spesso viene utilizzato in contesti informatici, per esempio noiose attività di data – entry o di copia e incolla per i quali non è previsto un uso particolare di intelligenza.
Su Urban Dictionary tale definizione viene associata a questi TAG:
#monkeyjob
#monkey-job
#hard work
#data entry
Vota qui il significato di Monkey Job: e lascia nei commenti l’attività che ritieni più Monkey Job…!
Retrofit è un vocabolo formato da – retro (active) = retroattivo e (re)fit = riparazione.
E’ un sostantivo inglese che si può tradurre con adattamento e riconfigurazione.
Quando è usato come aggettivo – retrofit – è usato in frasi tipo: applicare un retrofit ad una vecchia auto (retrofit è anche un filtro filtro applicabile alle automobili sprovviste di marmitta catalitica, per limitare l’inquinamento prodotto dai gas di scarico). Come verbo – to retrofit – può acquisire il significato di riequipaggiare.
Retrofit consiste, quindi, nell’applicare migliorie e modifiche specialmente a macchine e ad edifici, prolungandone così la vita utile.
Il concetto di retrofitting è diventata una necessità impellente durante la seconda guerra mondiale, quando la tecnologia applicata alle armi era così arretrata che armi, aerei e navi diventavano obsoleti prima ancora che la loro costruzione fosse completata.
L’unica soluzione fu quella di rinnovare e migliorare la progettazione con interventi in itinere.
L’uso del retrofitting si è molto diffuso durante la crisi energetica del 1970, quando sono state introdotte nuove funzioni al sistema di riscaldamento di milioni di vecchie case per ridurre il consumo energetico.
Retrofitting è quindi diverso da semplice – ristrutturazione- che non sempre va alla ricerca della tecnologia più avanzata.
Retrofit applicazioni
Un’applicazione che è sperabile possa dare ottimi risultati è quella di trasformare auto vecchie e poco funzionanti in splendide auto elettriche, con le quali poter circolare per strada, senza limiti di accesso.
Il decreto che permette di trasformare le auto tradizionali in elettriche è stato approvato in Italia il 26 gennaio 2015, per cui è possibile chiedere ad un meccanico di trasformare la propria auto in elettrica.
E’ necessario acquistare un kit composto da un motore elettrico, un convertitore di potenza, un pacco di batterie e un’interfaccia con la rete per la ricarica delle batterie stesse. La procedura è simile a quella del montaggio di un impianto GPL.
Questo processo costa intorno ai 10.000 euro, ma si evita di rottamare la vecchia auto e i pezzi sostituiti, se ancora utilizzabili, possono essere immessi sul mercato come pezzi di ricambio.
Retrofit è anche la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano che è considerato il secondo più vecchio al mondo. In questo caso si deve intervenire non solo in ambito energetico-ambientale, ma anche estetico-architettonico, di confort, di illuminazione, di qualità dell’aria interna.
Nei sistemi frigoriferi in cui è stata abolito dal 2010 il refrigerante R22 si può evitare, soprattutto per le aziende, di sostituire completamente l’impianto e di fare retrofit con miscele di drop-in.
E’ un’operazione di sostituzione semplice con miscele di gas a lungo termine, in cui vengono sostituiti, quasi sempre, soltanto il gas e il filtro essicatore. Questa operazione risulta essere la più pratica ed efficace.
Anche il trasformare i lampioni tradizionali in lampioni a LED è un’operazione di retrofit.
Vi state chiedendo cosa significa glamping? Il termine glamping è un sostantivo maschile che significa “campeggio che offre sistemazioni dotate di ogni confort a prezzi contenuti” Deriva dall’inglese <glam(our)>ovvero fascino, malìa irresistibile e (cam)ing.
Motivazioni
Ognuno di noi è portato ad avere una crescente attenzione verso le tematiche ambientali, a causa dell’aumento delle emissioni inquinanti, della quantità enorme di rifiuti prodotta dalla società dei consumi, e per l’esagerato espandersi delle città con nuove costruzioni.
Il verde, l’aria pulita e l’acqua limpida stanno diventando sempre più rare e quindi sempre più preziose e ricercate.
Il contatto con la natura è un’esigenza di chi fugge dai centri urbani, sempre più affollati e inquinati.
Molta gente, però, che si dichiara amante della natura, è restia ad andare in campeggio perché crede che accamparsi sia sinonimo di scomodità, sofferenza, forti dolori di schiena, punture di insetti e acqua fredda.
Quindi il campeggio tradizionale non piace a tutti, ma già da alcuni anni i “Glamping” hanno cominciato a farsi strada, collegandosi alla Green Philosophy, con proposte molto più comode e lussuose dei soliti campeggi.
glamping
Dove fare glamping?
Questa esperienza – en plain air – ha avuto inizio in Sud Africa, dove i grandi spazi naturali hanno permesso di creare insediamenti turistici basati su un’architettura leggera e integrata, per permettere all’ospite un contatto diretto e profondo con la natura, senza dimenticare servizi prestigiosi.
Da piccole postazioni, col tempo questo tipo di vacanza si è esteso un po’ ovunque, negli Stati Uniti, in Europa in particolare in Croazia, Spagna, Portogallo, Svizzera e anche in alcune regioni d’Italia.
Glaming significa, quindi, fare una vacanza in un ambiente ecologico, senza rinunciare ai confort. Gli alloggi possono essere tende vere e proprie, ma anche case mobili, alloggi rurali ristrutturati oppure case sugli alberi , igloo sulla neve o anche suggestivi gipsy caravans.
In Spagna, ad esempio, esistono capanne sugli alberi poste a 10 metri dal suolo, in cui tranquillità e intimità sono assicurate. Anche se in un primo momento le scale sembrano provocare le vertigini, lo sforzo è ricompensato dalla bellezza del luogo e non si vorrebbe più tornare con i piedi per terra.
A Malaga esiste un glamping con alloggi a forma di tenda: sono così comode che si può stare in piedi agevolmente: sembra di stare in un’oasi del Marocco, grazie non solo alle decorazioni delle tende, ma anche al giardino lussureggiante. Al centro, tra palme ed alberi da frutta, c’è una piscina spettacolare dove viene servita la colazione.
In Olanda c’è una tenda safari grande 45 mq che contiene un salone, la cucina dotata anche di microonde e la camera da letto: è adatta anche per bambini.
Chi sceglie il glamping?
Il Glamping è scelto da un turista eco colto, intraprendente e curioso, che non si affida ai pacchetti turistici, non ama i luoghi affollati, non cerca il lusso, ma il fascino e la raffinatezza. E’ uno sportivo che ama praticare traking, mountain bike, escursioni e andare a cavallo. Inoltre intende conoscere la cultura locale e i prodotti tipici.
Prezzi del glamping
I prezzi sono molto variabili a seconda della sistemazione, delle dotazioni e del periodo scelto: si va da poche decine a centinaia di euro a notte. In ogni caso gli alloggi si trovano in luoghi suggestivi, con paesaggi splendidi e natura incontaminata, per una vacanza davvero fuori dal comune.
Dall’inglese “planking” ossia fare panca, composto dal sostantivo “plank” (panca) e l’aggiunta del suffisso “ing”.
Che cosa significa precisamente planking?
E’ un gioco che consiste nel farsi ritrarre o ritrarsi a pancia in giù, con le braccia lungo i fianchi, distesi o appoggiati in bilico su un sostegno, preferibilmente insolito, e nel pubblicare in rete l’immagine tramite social network.
Il significato letterale del termine sarebbe “fare la panca” ed è di origine australiana.
Sono stati pubblicati diversi video su youtube di “planking challenge”. Alcuni sostengono che questa pratica abbia causato anche un morto che è caduto dal balcone mentre si faceva riprendere.
Il gioco ha le sue radici nello “sdraiarsi a faccia in giù” che in Francia viene chiamato “a plat ventre” e consiste nel mettersi a ventre in giù con le braccia lungo i fianchi, in un posto preferibilmente pubblico, per farsi fotografare durante l’esibizione.
Lo scopo finale consiste nell’esibire l’impresa su Facebook o altri social.
Planking origini e storia
La mania è dilagata in Australia dopo che un personaggio sportivo, un rugbista, David Williams, aveva fatto “la panca” in campo dopo una meta. Per questo, era finito a parlarne in uno degli show televisivi più noti d’Australia.
Altri sostengono invece che l’inventore sia stato l’attore Tom Green. Lui dice di aver inventato il “planking” nel 1994 e ha fornito delle prove video tratte da MTV.
Un’altra versione riporta che Gary Clarkson e Christian Langdon ne siano gli inventori: secondo la BBC essi dicono di aver inventato il planking nel 2000 mentre Tom Meltzer del The Guardian dice di esserne l’inventore, avendo ideato questo gioco prima del 1998.
Plankig è quindi farsi fotografare in senso orizzontale nei posti più disparati.
Questa moda è scoppiata anche negli Stati Uniti e ha visto come promotori le stelle NBA, uno su tutti Dwight Howard.
La pagina di Facebook dell’NBA dedicata al planking è piena di foto degli Orlando Magic (che nel frattempo è finito nel mirino dei New Jersey Nets per la sua- free agency – e per il tentativo di risollevare le sorti dei Nets) anche il planking può essere un buono strumento.
“Plank position” significato
Planking è diventato un modo per allenarsi e mantenersi in forma, tonificando la muscolatura: servono pochi minuti al giorno per vederne i benefici.
Spesso nel Pilates viene utilizzato l’esercizio Plank Position.
Plank position esempio
Basta distendersi su un asse per un certo periodo, mantenendo i muscoli addominali (sia obliqui che lombari) contratti.
E’ importante assumere una posizione corretta e ripetere gli esercizi tante volte durante la giornata.
Swag: anche voi come me vi siete chiesti cosa significa questo termine?
Più si cercano spiegazioni su internet del significato original (anche un diverse lingue), più scopriamo tantissime interpretazioni, origini ed aneddoti circa l’evoluzione e l’utilizzo del termine swag.
Tuttavia il significato più diffuso di “swag” è “stiloso” ed il termine rappresenta uno stile di abbigliamento, una moda, ma al contempo un modo di essere.
Alcuni blog per esempio sostengono che il termine sia una parola molto utilizzata da ragazzi africani che utilizzano il verbo “swaggano”, ovvero mostrano il loro stile ed il proprio modo di essere. Da questo si può evincere che significa “stile”, “stiloso” oppure “figo”.
A volte inoltre si può sentire l’espressione “quel ragazzo ha swag”, che significa quel ragazzo ha stile, oppure se senti esclamare “swag!” si intende “stiloso”, “cool”!
In effetti potremmo proprio considerare “swag” come sinonimo di “cool”. Soprattutto tempo fa si utilizzava l’espressione “It’s cool!” – è fico, una cosa che spacca, recentemente ha preso piede l’espressione “You’ve got swag!” per dire che hai stile.
Ma vediamo cosa dice un “vero” dizionario.
Definizione secondo il dizionario Inglese-Italiano “ilRagazzini”
Swag ilRagazzini
Il dizionario inglese-italiano “ilRagazzini” riporta questa definizione:
swag /swæg/
n. (slang)1 bottino; refurtiva; malloppo (gergo)
Secondo altri pare che il termine inglese “swagger” (e per estensione “swag”) sia stato per la prima volta utilizzato nell’opera di William Shakespeare “A Midsummer Night’s Dream” (“Sogno di una notte di mezza estate”).
Come sapete Shakespeare ha preso in prestito parole, soprattutto termini dello slang, e le ha applicate ai propri personaggi in modo da renderli più vivaci e coloriti, più veri insomma.
Il termine “swaggering” è presente in questa celebre frase di Shakespeare (detta da Puck mentre entra in scena)
“What hempen homespuns have we swaggering here, so near the cradle of the fairy queen?”
Si potrebbe tradurre: “Chi sono quegli zotici che blaterano qui?”
In quali canzoni si trova “Swag”?
L’altra fonte di utilizzo importante del termine swag è rappresentata dal contesto musicale. Di seguito proviamo ad elencare alcune canzoni in cui viene utilizzato il termine “swag”.
Se consideriamo i testi in inglese troviamo tante citazioni, ne riportiamo solo alcune, ma fateci sapere nei commenti se ne conoscete altre che sono significative secondo voi.
JAX – Hai rotto il catso
Mentre ci fanno il culo con la scusa dello spread E tu ti vesti da coglione con la scusa dello swag Ti compri lo street werk Ai prezzi di Chanel…
Beyoncè – Formatio
I got hot sauce in my bag, swag
Justin Bieber – Out of town girl
…all you gotta do is swag
Beh, Justin Bieber ha pure scritto una canzone sul significato swag: “Swagg’s Mean”,
Acronimo SWAG – cosa significa?
Come avrete capito, su internet si trova di tutto, in tutte le lingue sul termine “swag”, ma tra le cose più interessanti troviamo alcuni tentativi di tradurre questo acronimo, ovviamente tutte in lingua inglese:
Secretly We Are Gay – sicuramente la più diffusa si trova in centinaia di siti americani.
Souvenirs, Wearables, And Gifts
Stuff We All Get
Stuff We Ain’t Got
Scientific Wild Arsed Guess
Stolen Without AGun
Sold Without AGuarantee
swag acronimi
Considerate però che in realtà (come avrete immaginato) nessuna di queste è corretta. La parola “swag” non è in realtà un acronimo, e certamente non ha nulla a che fare con i significati sopra elencati.
Alcuni dicono sia una variazione della parola scandinava “svagga” che significa “to rock unsteadily or lurch” ed è entrata a far parte della lingua inglese nel 13 o quattordicesimo secolo, con una prima traccia scritta nel 1303.
nel tempo il suo significato si è evoluto fino a “hanging loosely or heavily, to sag” e dal 1704 è stato utilizzato come significato aggiuntivo di “booty or plunder” e “a hanging wreath or garland.”
Swag secondo le aree geografiche
swag geografia
Da varie ricerche emerge anche che il significato di Swag assume sfumature diverse in base all’area geografica:
Stati Uniti: swag si riferisce ad oggetti gratuiti, gadget, omaggi promozionali od in alcuni casi per estensione del concetto ad oggetti ottenuti illegalmente, a cose rubate.
Australia: è chiamato swag il sacchetto che usano i barboni, da cui prendono il soprannome “swagmen”
UK: abbiamo trovato in Inghilterra, in particolare in Scozia il significato di “ondeggiare, camminare con passo incerto”. Questo ondeggiare ricorda l’atteggiamento “stiloso” di alcuni ragazzi ed al loro modo di muoversi e atteggiarsi.
Significato di SWAG secondo Urban Dictionary
La parola più utilizzata nel mondo anglosassone. Secondo Urban Dictionary (definizione di swag numero 1 per Urban Dictionary) gli scemi, per non dire di peggio, usano questa la parola, i bimbi la usano, il postino utilizza swag e persino il tuo cane la usa. Questo per indicare (senza offesa ai postini) che viene utilizzata in ogni dove ed è un termine davvero abusato in particolare negli Stati Uniti.
Urban Dictionary continua spiegando in tono ironico che se usi questo termine, sicuramente indossi quegli orribili cappelli a metà, e pantaloni che non coprono bene il fondoschiena.
Infine la parola vuole dare un’idea di come ti presenti, vestiti senza forma, cappellini orribili…
Significato di SWAG secondo Urban Dictionary definizione due
Originariamente nato dalla parola scozzese “swagger” che rappresenta il modo in cui alcuni scozzesi camminano (con una sorta di oscillazione o dondolio), la parola swag è stata mal interpretata dagli inglesi come “il modo in cui una persona si presenta”. Ad esempio se un individuo è “cool”, o affascinante.
La parola swag è così arrivata in breve tempo negli Stati Uniti ed è diventato un tormentone, una espressione di moda per indicare persone o cose.
Un “Sales executive” è un impiegato di una società che è responsabile della vendita di prodotti o servizi ai clienti. I clienti non si limitano solo alle persone, ma si fa riferimenti anche altri uomini d’affari oppure organizzazioni governative.
I “Sales executive sono il punto chiave di contatto fra le organizzazioni ed i propri clienti: rispongono a domande, offrono consulenza e consigli e presentano i nuovi prodotti della propria società.
Sales executive
Il lavoro di “Sales executive” include tipicamente le seguenti mansioni:
Organizzare le visite ai clienti
Dimostrare e presentare i prodotti
Introdurre nuovi business
Mantenere aggiornati i registri del CRM
Frequentare le fiere, conferenze e meeting clienti
Analizzare le performance di vendita
Negoziare i contratti
Gestire le contestazioni
I tipici datori di lavoro dei “sales executives” sono:
Aziende manifatturiere
Servizi
Retailers
Organizzazioni industriali
Qualifica e percorso di studi di sales executive
Tipicamente ogni tipo di laurea è accettata, anche se in determinati ambiti è preferibile una laurea tecnica nel caso per esempio di aziende di impiantistica, robotica in cui il tipo di business è B2B.
Anche nel settore biomedicale è preferibile una laurea “tecnica”.
In Italia spesso la facoltà più diffusa fra gli impiegati di questa tipologia è chiaramente quella di Economia e Commercio.
Caratteristiche chiave di un sales executive di successo
Maturità
Autostima
Perseveranza
Pazienza
Eccellenti skill interpersonali
Capacità e competenze commerciali
Conoscenze informatiche
Competenze di calcolo e analisi dei dati
Ovviamente i requisiti base sono la disponibilità di una patente di guida e la capacità di parlare e scrivere in particolare nell’ambito commerciale in lingue diverse.
L’inglese è un must, ma viene spesso richiesto anche spagnolo e tedesco. Ultimamente sono premiati in fase di ricerca di occupazione coloro che conoscono perfettamente russo, arabo, cinese ed in generale lingue orientali.
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Parte integrante del processo di lead management, cioè di acquisizione e gestione dei contatti e clienti potenziali, il Lead nurturing comprende la personalizzazione della comunicazione.
Una volta raccolti i dati (lead capture) e assegnati punteggi (lead scoring), il marketing deve studiare strategie in grado di focalizzare le energie e le attenzioni sui lead più interessati al prodotto o servizio ma non ancora disponibili ad acquistare.
Le tecniche di Lead nurturing puntano a coltivare le relazioni stabilite al primo contatto con il potenziale cliente. Occorre comunicare costantemente con il contatto offrendo vantaggi e invitandolo con regolarità a partecipare ai momenti importanti del marchio.
Secondo gli esperti di marketing in questa fase del processo di gestione dei lead occorre non smettere mai di comunicare con il cliente, pena il rischio di perdita di possibili vendite.
Inoltre gli esperti spiegano che occorre mantenere equilibrio nei rapporti, scegliendo con attenzione il contatto con cui approcciare la vendita.
Per questo la fase di lead nurturing rispetto ad altre fasi come la lead generation richiede molta pazienza e non tutti i contatti si rivelano necessariamente proficui nelle prime fasi.
Come funziona il Lead nurturing?
Il processo di lead nurturing prevede per esempio l’invio di campagne pubblicitarie (tipicamente sotto forma web) mirate ad illustrare i vantaggi del prodotto o servizio.
Spesso vengono utilizzate anche invii di email informative che per essere efficaci devono essere personalizzate (alcuni utilizzano l’espressione “tailor made”) per riuscire a catturare l’attenzione del lead e “farlo crescere”.