Avverbi: che cosa sono? [GUIDA 2021]

Avverbi

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Vuoi sapere come riconoscere gli avverbi? Vuoi sapere quali tipologie di avverbi esistono? Continua a leggere per scoprire definizioni ed esercizi svolti ed esempi che ti possono essere utili. Se hai compiti da fare che non capisci o non sai come risolvere lascia un commento e ti aiutiamo noi!

Avverbi: definizione

L’avverbio è una parte invariabile del discorso che si aggiunge ad un verbo per completare e precisare meglio le caratteristiche dell’azione che esso esprime. Quasi sempre è posto dopo il verbo stesso.

Come riconosco un avverbio?

Riconosco un avverbio perché  spesso segue un verbo e non cambia la desinenza.

Luca  gioca:   –laggiù (luogo)  –volentieri (modo)   –raramente (tempo) –  molto (quantità)

 Come distinguo gli aggettivi indefiniti dagli avverbi?

Poco, molto, parecchio, troppo  possono essere sia aggettivi indefiniti sia avverbi. Come distinguerli?

Sono aggettivi indefiniti quando accompagnano un nome e si accordano in genere e numero con esso: Ho letto parecchie riviste.  In genere ho poco tempo libero. Nessuna donna è più bella della mia mamma.

Sono avverbi di quantità quando accompagnano un verbo o un aggettivo e sono invariabili: Ho lavorato parecchio, senza risultati. Questa storia mi piace poco. Ieri non ho studiato nulla.

Che cosa  può modificare un avverbio?

  • Un verbo:  Non sapevate che hanno traslocato? Mio nonno abita lontano. Mangiar sano fa bene alla salute.
  • Un aggettivo: Anna è molto simpatica. Anna è sempre puntuale. Il tuo lavoro è quasi finito.
  • Un altro avverbioVedi quel negozio? L’autobus passa lì vicino. Mi sono preparata molto bene per l’esame. Ti chiedo di arrivare più presto. Torno da scuola quasi sempre con lui.
  • Un’intera fraseNon è venuto a scuola. Sicuramente, se lanci una palla ricade a terra.

La forma degli avverbi

  • possono essere costituiti da un’unica parola (bene, sempre, ieri, pazientemente.…)
  • oppure da più parole, collegate in forma fissa (a dirotto, alla bell’e meglio, a ragione, a faccia a faccia, a piedi, per ora, all’antica, quasi quasi, di sicuro, in fretta, di sopra, a poco a poco, di bene in meglio, or ora. Queste espressioni si definiscono locuzioni avverbiali.

Tra gli avverbi formati da una sola parola distinguiamo:

  • avverbi  semplici che hanno una propria forma particolare:  domani, sempre, poi, non, quasi, oggi, ieri, sopra, sotto, bene, male, tardi, presto….
  • avverbi composti ( formati da due o più parole che però si sono saldate, tanto da formare un tutto unico).. talvolta, talora, dappertutto, indietro, perfino, appunto, stasera e anche adagio e invece.
  • avverbi derivati  che finiscono in -mente, aggiunto alla forma femminile singolare dell’aggettivo corrispondente: attenta-mente, improvvisa-mente, certa-mente, profonda-mente, vera-mente, lenta-mente, fortunata-mente.
  • avverbi che finiscono in -oni: bocconi, ciondoloni, tastoni, carponi, ginocchioni….
  • avverbi costituiti da aggettivi, che in questo caso sono diventati invariabili: molto, poco, tanto, solo…

Tipi di avverbi: il significato

In base al significato possiamo distinguere gli avverbi in sei categorie:

  • avverbi di modo o qualificativi
  • avverbi di tempo
  • avverbi di luogo
  • avverbi di quantità
  • avverbi interrogativi ed esclamativi
  • avverbi di giudizio

Avverbi di modo

Avverbi di modo: chiariscono  la modalità secondo cui avviene un’azione, in un certo senso ne indicano una qualità: ecco perché vengono chiamati anche qualificativi. Sono soprattutto avverbi che finiscono in –mente e in –oni.  Mi parlava dolcemente. Procedeva a tentoni perché c’era buio.

Sono avverbi di modo: bene, male, così, volentieri, invano, piano, forte, adagio, presto, velocemente,insieme, comunque,dolcemente, sottovoce, sufficientemente.. Sono locuzioni avverbiali di modo: di corsa, in fretta, in fretta e furia, di nascosto, a poco a poco, di buon grado, controvoglia, a dirotto, a vanvera, alla leggera, alla bell’e meglio,a mano a mano, passo passo.

Può assolvere la funzione di avverbio di modo anche un’aggettivo qualificativo nella forma maschile singolare: Parlava veloce e rideva forte. Mangiar sano è mangiare leggero. Vesti giovane.


Avverbi di Luogo

Avverbi di luogo: indicano un luogo in relazione con l’azione espressa dal verbo

Sono avverbi di luogo: dietro, davanti, avanti, sopra, sotto, dentro, fuori, vicino, lontano,qui, qua, lì, là, altrove, dappertutto, lassù, quaggiù, su, giù, dovunque, oltre, via. Gli avverbi lì, là, che vanno scritti con l’accento per distinguerli dal  pronome (la) e dall’articolo (li), indicano luoghi lontani sia da chi parla che da chi ascolta. Es: Appoggia i libri lì, sul tavolo.  Abita là, dalla parte dello stadio.

Sono locuzioni avverbiali di luogo: di sopra, di sotto, di qui, di là, a destra, a sinistra, di fianco, di lato, per di là….

Hanno funzione di avverbi di luogo le particelle ci, vi, ne quando accompagnano un verbo e indicano una posizione, un luogo:  Ci sei andato? (sei andato là?) Ne vengo ora (vengo ora di là) Vi tornerò volentieri (tornerò là)

Ci siamo tutti? ( siamo tutti qui?)


Avverbi di tempo

Avverbi di tempo: indicano la circostanza di tempo in cui avviene l’azione espressa dal verbo.

Sono avverbi di tempo: oggi, ieri, domani, stasera, stamattina, stanotte, l’altro ieri, dopodomani, subito, ora, adesso, prima, allora, poi, presto, tardi, mai, ancora, sempre, spesso, già, finora, immediatamente, raramente, infine, talvolta, recentemente...

L’avverbio mai indica un evento che non si svolge in alcun tempo e rafforza la negazione: Non viene mai a trovarmi. Non siete mai attenti.

L’avverbio mai può essere usato anche in senso positivo, ma solo in proposizioni condizionali: Se avessi mai (per caso, qualche volta) detto ciò, sarei bugiardo  oppure  interrogative: Sei mai (per caso, qualche volta) stato a Lucca? Chi l’avrebbe mai detto?

Sono locuzioni avverbiali di tempo: di giorno, di notte, di sera, di mattina, per sempre, un giorno, una volta, di quando in quando, di nuovo, di solito, alla fine, in breve, in definitiva, d’un tratto, per tempo, di buon’ora, nel frattempo, in men che non si dica, prima o poi…


Avverbi di quantità

Gli avverbi di quantità: indicano la misura secondo la quale avviene l’azione espressa dal verbo

Sono avverbi di quantità: molto, poco, assai, abbastanza, parecchio, niente, piuttosto, circa, quanto, tanto, più, meno, troppo, affatto, altrettanto, quasi, soltanto, almeno. Abbastanza viene usato soprattutto nella lingua orale: Il problema si presenta abbastanza generico. Affatto di solito serve a rafforzare una negazione:  Oggi non ho studiato affatto (per niente).

Sono locuzioni avverbiali di quantità: all’incirca, press’a poco, su per giù, più o meno, fin troppo.


Avverbi interrogativi ed avverbi esclamativi

  • Gli avverbi interrogativi ed esclamativi: servono ad introdurre una domanda diretta o un’esclamazione.

Sono avverbi interrogativi: come?, perché?, quando?, dove?, quanto?, da quando? – Come stai? – Perché non rispondi? – Quando torni?  -Quanto costa? – Come abbiamo giocato bene! – Quanto mangi!

Come distinguere gli avverbi dalle congiunzioni subordinanti?

Parole come perché, come, quanto, dove, quando possono essere sia avverbi interrogativi sia congiunzioni subordinanti. Come distinguerli?

  • Sono avverbi interrogativi quando introducono una domanda diretta:

Quando parti? Perché devi sempre interrompere? Quanto dista Bologna da Milano? Come si chiama il tuo amico?

  • Sono congiunzioni subordinanti quando legano alla principale una proposizione causale, temporale, modale, interrogativa indiretta: 

Quando parti, ricordati di prendere l’ombrello. Laura si veste sempre come suggerisce la moda. Andai a letto perché ero stanco. Luca voleva sapere quanto dista Bologna da Milano.


Avverbi di giudizio

Gli avverbi di giudizio: esprimono una valutazione che riguarda lo svolgimento dell’azione indicata dal verbo. Tale giudizio può avere valore di

  • affermazione: sì, certamente, certo, sicuro, ovviamente, davvero, proprio, appunto, naturalmente. Esatto ed ok sono entrati nell’uso da non troppo tempo. Esatto può essere sostituito da certo, certamente. Ok può essere sostituito da va bene, d’accordo. Es. Sì, verrò certamente anch’io
  • negazione: no,non, niente, per niente, minimamente, niente affatto, nemmeno, neppure, neanche. Non è l’avverbio fondamentale della negazione e viene sempre posto prima del verbo: Non è mai arrivato! Mica  è una forma dell’italiano parlato, ha valore negativo e significa “per nulla” Es. Non sono mica capace di fare questo esercizio.  Mica stupida la ragazza!
  • dubbio: forse, probabilmente, presumibilmente, quasi, eventualmente, magari, circa, se mai, per caso. Es. Probabilmente si sposeranno in Maggio.
  • aggiunta: inoltre, anche, pure, perfino Es. Verrà anche sua sorella
  • valutazione: purtroppo, fortunatamente, sfortunatamente, stranamente, per fortuna Es: Sfortunatamente la zia è caduta dalla scala

Ecco è un avverbio particolare: serve a richiamare l’attenzione su qualcuno o qualcosa che appare all’improvviso. Es.  Ecco l’autobus, andiamo.  Ecco Elisa, possiamo partire. Eccomi qua.


Esempi di analisi grammaticale

  • Stasera o forse stanotte pioverà

Stasera = avverbio di tempo

o = congiunzione disgiuntiva

forse = avverbio di dubbio

stanotte  = avverbio di tempo

pioverà = voce verbo piovere con. 2° modo indicativo, tempo futuro semplice, 3° persona singolare, intransitivo attivo.

  • L’acqua di alcuni fiumi scorre  rapidamente

L‘= articolo determinativo femminile singolare

acqua = nome comune di cosa, femminile, singolare, concreto, primitivo

di = preposizione semplice

alcuni = aggettivo indefinito maschile plurale

fiumi = nome comune di cosa, maschile, plurale, concreto, primitivo

scorre = voce del verbo scorrere 2° con. modo indicativo, tempo presente, 3° persona singolare, intransitivo attivo.

rapidamente = avverbio di modo

  • Mangiò molto e non digerì

Mangiò = voce verbo mangiare 1° con. modo indicativo tempo passato remoto 3° per. sing. transitivo attivo

molto = avverbio di quantità

e = congiunzione copulativa

non = avverbio di negazione

digerì = voce verbo digerire 3° con. modo indicativo,  tempo passato remoto, 3° persona singolare,  transitivo attivo

  • Ci piace la tua cartella:  Ci = a noi = pronome personale
  • Ci andremo domani: andremo ci = là = avverbio di luogo
  • Vi ha chiesto di venirci?

Vi = (a voi) pronome personale

ha chiesto = voce verbo chiedere, 2° con. modo indicativo, tempo passato prossimo, 3° persona singolare, transitivo, attivo

di = preposizione semplice

venire= voce verbo venire 3° coniugazione, modo infinito, tempo presente, intransitivo attivo.

ci= (là, in quel luogo) avverbio di luogo

  • Me ne vado= vado via di qua. Ne = avverbio di luogo
  • Quanti gelati! Ne avrai a volontà.  Ne = di gelati = di loro = pronome personale

 

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