Che cosa significa aggettivo in analisi grammaticale?
La parola aggettivo viene dal latino adjectivum (nomen) = nome che si aggiunge, infatti l’aggettivo è una parola che si aggiunge al nome, per attribuirgli una caratteristica particolare.
Caratteri generali dell’aggettivo
L’aggettivo è quella parola che si unisce direttamente (senza preposizione) al nome e si concorda con esso in numero e genere. Es. La pera matura, la pera cotta sono aggettivi con la funzione di attributi del nome.
L’aggettivo, inoltre, può avere funzione descrittiva, quando arricchisce l’informazione con l’aggiunta di qualche caratteristica: Carlo si trova bene in questo piccolo appartamento. E’ una brava ragazza. Quando si usa in modo descrittivo in genere l’aggettivo precede il nome cui si riferisce ed esprime un’aggiunta, un commento, un giudizio a quanto si è detto.
L’aggettivo è usato in funzione distintiva (o anche detta oggettiva) quando serve a dare al nome una caratteristica che lo distingua da tutti quelli che non hanno la stessa caratteristica. Ho ordinato un caffè amaro (non zuccherato, non dolce). In questo caso di solito l’aggettivo segue il nome cui si riferisce.
Quando gli aggettivi che accompagnano il nome sono due, si preferisce metter davanti al nome quello che esprime un giudizio personale (soggettivo) e dopo il nome quello che indica una qualità reale (oggettivo): Ho visto un film divertente ( soggettivo), film americano (oggettivo).
Analisi grammaticale: funzione attributiva e funzione predicativa
L’aggettivo è usato in funzione attributiva quando é posto vicino al nome cui si riferisce: ho bevuto dell’acqua ghiacciata. Sento un debole suono. In questo caso ghiacciata e debole sono usati in funzione attributiva.
Se invece dico: L’acqua é ghiacciata.L’acqua sembra ghiacciata. Il suono divenne debole, gli stessi aggettivi vengono riferiti al nome attraverso i verbi essere, sembrare,
divenire. In questi casi gli aggettivi completano la funzione del verbo, hanno cioè la funzione predicativa.
Analisi grammaticale: aspetti semantici dell’aggettivo
L’aggettivo concorda col sostantivo cui si riferisce nel genere e nel numero. Se lo stesso aggettivo si riferisce a più sostantivi, la concordanza avviene in questo modo:
- Se i nomi sono dello stesso genere e al plurale (o se anche uno solo è al plurale) l’aggettivo concorda nel genere e va al plurale: Ho comperato una gonna e delle maglie nuove.
- Se i nomi sono dello stesso genere e al singolare, l’aggettivo concorda nel genere, mentre il numero può essere al singolare o al plurale: Ha una casa e un’auto bellissime (o bellissime)
- Se i nomi sono di genere diverso, l’aggettivo può concordare con il termine più vicino o andare al maschile: Ho visto un gruppo di ragazzi e ragazze allegre (o allegri).
Analisi grammaticale: aspetti morfologici
Gli aggettivi che terminano al maschile in -o e al femminile in -a (studioso, studiosa) hanno il plurale in -i e in -e ( studiosi, studiose).
Gli aggettivi che terminano in -e sia al maschile che al femminile in -i (agili = i giocatori agili, le ballerine agili). Fanno eccezione gli aggettivi in -ista che al singolare hanno un’unica forma, al plurale hanno due forme distinte per il maschile e il femminile. ( dei ragazzi egoist-i, delle ragazze egoist–e)
Particolarità:
- Gli aggettivi piani in -co e –go fanno il plurale in –chi, come ricco-ricchi ( tranne amico, nemico greco che fanno il plurale in– ci = amici, nemici, greci)
- Gli aggettivi sdruccioli in –co hanno il plurale in -ci come selvatico-selvatici (tranne carico e dimentico che al plurale sono carichi e dimentichi)
- Gli aggettivi in –go hanno il plurale in- ghi come largo, larghi.
- Gli aggettivi in -ca e –ga escono sempre in in –che e –ghe: bianche, greche, belghe.
- Gli aggettivi femminili in –cia e –gia seguono la stessa regola dei nomi: grigia, grigie, selvaggia, selvagge.
- Gli aggettivi in –io conservano la i accentata, ma perdono la i atona: pio, pii, ampio, ampi.
- Gli aggettivi composti segnano al plurale solo il secondo elemento: italo-svedese = italo -svedesi, fisico -chimico = fisico – chimici.
- Gli aggettivi che derivano dal nome di cui indicano il colore: i pantaloni rosa; le calze viola; gonne verde pallido.
- Gli aggettivi bello, buono, grande e santo hanno le forme tronche bel (pl.bei) buon, gran, san davanti a nomi maschili che non iniziano con la s impura: bel ragazzo, buon giorno, gran maestro (ma anche gran maestri, gran maestra, gran maestre, San Giovanni ( e san Zeno)
- Alcuni aggettivi sono invariabili o indeclinabili, ossia hanno un’unica forma per entrambi i generi e i numeri
- pari, dispari impari
- perbene , dabbene, dappoco
- antinebbia, antifurto
Analisi grammaticale: i gradi dell’aggettivo qualificativo
L’aggettivo può essere di grado positivo quando esprime una qualità senza precisarne la misura (bello); di grado comparativo quando stabilisce un paragone (più bello, meno bello, tanto bello quanto...) di grado superlativo quando esprime una qualità al suo massimo grado di intensità ( bellissimo, il più bello)
Il grado comparativo indica un confronto di superiorità, di inferiorità, o di uguaglianza tra due termini.
- comparativo di maggioranza: Carlo è più bello di Luigi (Carlo = primo termine di paragone, Luigi = secondo termine di paragone).
- comparativo di minoranza: La lumaca è meno veloce della tartaruga.
- comparativo di uguaglianza: Il tuo quadro è tanto bello quanto (come) il mio.
- Quando l’aggettivo è preceduto dall’avverbio troppo si ha un rafforzamento di qualità che si dice superlativo assoluto: Luigi è troppo buono.
Il grado superlativo indica una qualità al suo massimo grado di intensità:
- Il superlativo assoluto (senza paragone): bravissimo, assai bravo, molto bravo, estremamente difficile.
- Il superlativo relativo ( con paragone) : il più bravo (di tutti); il meno studioso della classe.
Come particolare ricordiamo:
- I superlativi assoluti di derivazione latina
acre = acerrimo celebre = celeberrimo integro = integerrimo misero = miserrimo salubre = saluberrimo
benefico = beneficentissimo munifico = munificentissimo benevolo = benevolentissimo malevolo = malevolentissimo
- Alcuni comparativi e superlativi di derivazione latina, privi del grado positivo
inferiore – infimo – imo superiore – supremo – sommo esteriore – estremo interiore – intimo anteriore posteriore – postremo – postumo ulteriore – ultimo
- I comparativi e i superlativi di derivazione latina
buono migliore ottimo cattivo peggiore pessimo grande maggiore massimo piccolo minore minimo
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