Blog

  • Cosa significa gradi giorno di riscaldamento (HDD)?

    Cosa significa gradi giorno di riscaldamento (HDD)?

    I gradi giorno di riscaldamento (HDD), noti anche come gradi-giorno di riscaldamento, sono un indicatore tecnico utilizzato per misurare il fabbisogno energetico di riscaldamento di un edificio. Questa metrica tiene conto delle temperature esterne e dell’andamento climatico per determinare quanta energia sarà necessaria per riscaldare un edificio durante un certo periodo di tempo.

    Il concetto alla base dei gradi giorno di riscaldamento è abbastanza semplice: maggiore è la differenza tra la temperatura esterna e una “temperatura di base” di riferimento, maggiore sarà il fabbisogno di riscaldamento. I gradi giorno di riscaldamento vengono solitamente calcolati sulla base della temperatura media giornaliera e possono essere accumulati durante un determinato periodo, come un giorno, una settimana o un intero mese.

    gradi giorno di riscaldamento

    fonte

    Ad esempio, se la temperatura media giornaliera è di 10°C e la temperatura di base è di 20°C, allora avremo 10 gradi giorno di riscaldamento per quel giorno. Se si accumulano 100 gradi giorno di riscaldamento in un mese, significa che l’edificio ha richiesto un notevole sforzo di riscaldamento durante quel periodo.

    I gradi giorno di riscaldamento sono utili per valutare la stagionalità e il consumo energetico legato al riscaldamento degli edifici. Sono spesso utilizzati da professionisti del settore energetico e della climatizzazione per progettare sistemi di riscaldamento e raffreddamento più efficienti, nonché per valutare il rendimento energetico degli edifici.

    Chi ha inventato il termine gradi giorno di riscaldamento?

    Il termine “gradi giorno di riscaldamento” (HDD), così come il suo concetto, è stato introdotto per la prima volta nella letteratura tecnica e scientifica nel campo dell’ingegneria e della climatizzazione. Non c’è un unico individuo o un singolo inventore accreditato per la creazione di questo termine, poiché è il risultato di un progresso graduale nel campo dell’analisi energetica degli edifici.

    L’uso dei gradi giorno come metrica per valutare il fabbisogno di riscaldamento di un edificio è stato sviluppato col tempo per misurare la quantità di energia necessaria per mantenere una temperatura confortevole all’interno di un edificio durante la stagione fredda. Questo approccio è stato utilizzato per progettare sistemi di riscaldamento più efficienti e per calcolare i costi energetici associati.

    Le prime applicazioni dei gradi giorno di riscaldamento risalgono probabilmente agli inizi del XX secolo, ma il termine stesso e il suo utilizzo diffuso nella letteratura scientifica sono diventati più comuni negli ultimi decenni a seguito del crescente interesse per l’efficienza energetica e la climatizzazione degli edifici.

     

  • Cosa significa whistleblowing?

    Cosa significa whistleblowing?

    Il whistleblowing, letteralmente “soffiare il fischietto”, è la rivelazione spontanea, da parte di un individuo, di un illecito o di un’irregolarità di cui è venuto a conoscenza nell’ambito del proprio lavoro. Il segnalante, detto “whistleblower”, può essere un dipendente, un fornitore, un cliente o qualsiasi altra persona che abbia avuto accesso a informazioni riservate.

    Il whistleblowing è uno strumento importante per la lotta alla corruzione e alle frodi, nonché per la tutela della salute pubblica e della sicurezza. I segnalanti spesso rischiano la propria reputazione e il proprio posto di lavoro, ma svolgono un ruolo fondamentale nella difesa dell’interesse pubblico.

    In Italia, il whistleblowing è disciplinato dal decreto legislativo 24/2023, che ha recepito la direttiva europea 2019/1937. La normativa prevede una serie di tutele per i segnalanti, tra cui la riservatezza dell’identità, la protezione da ritorsioni e il risarcimento dei danni subiti.

    Ecco alcuni esempi di whistleblowing:

    • Un dipendente di un’azienda farmaceutica che denuncia la falsificazione dei dati risultati clinici di un nuovo farmaco.
    • Un funzionario pubblico che denuncia una gara d’appalto truccata.
    • Un ingegnere che denuncia un difetto di progettazione in un ponte.
    • Un giornalista che pubblica un’inchiesta su un caso di corruzione.
    • Il whistleblowing è un atto di coraggio e di responsabilità civica. I segnalanti contribuiscono a rendere la società più giusta e più sicura.

    MA COS’E’ IL WHISTLEBLOWING?

    Il “whistleblowing”, o segnalazione di irregolarità, è un meccanismo per cui un individuo, spesso un dipendente all’interno di un’organizzazione, segnala comportamenti illeciti, non etici o pericolosi. Questi possono includere frodi, corruzione, violazioni delle norme di sicurezza, molestie o qualsiasi altra attività che metta a rischio l’organizzazione o i suoi stakeholder.

  • Spear phishing cosa significa?

    Spear phishing cosa significa?

    Cos’è lo Spear Phising e cosa significa?

    Lo spear phishing è una forma avanzata di attacco informatico mirato in cui un aggressore cerca di ingannare un individuo o un’organizzazione specifica per ottenere accesso a informazioni sensibili, credenziali o risorse. Questo tipo di attacco si differenzia dal phishing tradizionale, che mira a un pubblico più ampio e generalizzato, perché il spear phishing è estremamente mirato e personalizzato.

    Nel spear phishing, gli aggressori raccolgono informazioni dettagliate sulla vittima, come nome, ruolo lavorativo, interessi personali e relazioni professionali. Utilizzando queste informazioni, creano messaggi o comunicazioni che sembrano autentici e convincenti, rendendo più probabile che la vittima cada nell’inganno. Questi messaggi potrebbero contenere link malevoli, allegati infetti o richieste di condividere informazioni sensibili.

    Le conseguenze del spear phishing possono essere gravi. Gli aggressori potrebbero ottenere accesso a account sensibili, rubare informazioni personali o finanziarie, infiltrarsi nelle reti aziendali, diffondere malware o svolgere altre attività dannose. Per proteggersi dallo spear phishing, è importante essere consapevoli delle minacce potenziali, evitare di cliccare su link sospetti o aprire allegati da mittenti non verificati e utilizzare misure di sicurezza informatica come l’autenticazione a due fattori.

    Chi ha coniato il termine Spear Phising?

    Il termine “spear phishing” è stato coniato dalla comunità della sicurezza informatica per descrivere una variante più mirata e personalizzata dell’attacco di phishing tradizionale. Tuttavia, non c’è un individuo specifico accreditato per aver coniato il termine in modo ufficiale. È emerso gradualmente all’interno della comunità di esperti di sicurezza informatica mentre cercavano di descrivere e distinguere questo tipo specifico di attacco dagli altri.

    Come posso proteggermi dallo Spear Phising?

    Lo spear phishing è un tipo di attacco di phishing che prende di mira individui o gruppi specifici all’interno di un’organizzazione. È un attacco più sofisticato del phishing tradizionale, poiché gli aggressori prendono il tempo di fare ricerche sui loro bersagli e adattare le loro e-mail di conseguenza. Ciò rende lo spear phishing più probabile che abbia successo, poiché i bersagli sono più propensi a fidarsi delle e-mail e fare clic sui link o sugli allegati dannosi.

    Ecco alcuni esempi di come funzionano gli attacchi di spear phishing:

    • L’aggressore potrebbe inviare un’e-mail che sembra provenire da una fonte legittima, come una banca o una società di carte di credito. L’e-mail potrebbe contenere un avviso che l’account del bersaglio è stato compromesso e che devono fare clic su un link per reimpostare la password. Il link in realtà porterà il bersaglio a un sito Web falso che assomiglia al vero sito Web, ma è in realtà controllato dall’aggressore. Una volta che il bersaglio inserisce la password sul sito Web falso, l’aggressore la ruberà.
    • L’aggressore potrebbe inviare un’e-mail che contiene un allegato dannoso. L’allegato potrebbe essere un documento Word, un file PDF o un foglio di lavoro Excel. Quando il bersaglio apre l’allegato, installerà malware sul proprio computer. Il malware può quindi rubare dati dal computer del bersaglio o può essere utilizzato per prendere il controllo del computer.
    • L’aggressore potrebbe inviare un’e-mail che semplicemente chiede al bersaglio informazioni personali, come il proprio numero di previdenza sociale o numero di carta di credito. L’aggressore potrebbe spacciarsi per un rappresentante del servizio clienti o un funzionario governativo. Se il bersaglio fornisce le proprie informazioni personali, l’aggressore può utilizzarle per commettere furto d’identità.

    Gli attacchi di spear phishing possono essere molto efficaci, poiché sono spesso più convincenti degli attacchi di phishing tradizionali. Per proteggersi dagli attacchi di spear phishing, è necessario:

    • Sospettare di qualsiasi e-mail che si riceve da mittenti sconosciuti, anche se sembrano provenire da una fonte legittima.
    • Non fare clic su link o aprire allegati in e-mail da mittenti sconosciuti.
    • Fare attenzione a quali informazioni personali si condividono online.
    • Mantenere il proprio software aggiornato con gli ultimi aggiornamenti di sicurezza.
    • Utilizzare una soluzione di sicurezza che includa la protezione anti-phishing.

    Se si riceve un’e-mail che si pensa possa essere un attacco di spear phishing, è necessario segnalarla al mittente e al proprio reparto IT. È inoltre necessario eliminare l’e-mail e non fare clic su alcun link o aprire alcun allegato.

    Come utilizzano i criminali informatici lo spear phishing?

    Raccolta di informazioni

    I malintenzionati dedicano settimane o mesi a raccogliere il maggior numero possibile di informazioni su un’organizzazione. In questa fase iniziale, hanno come obiettivo quello di accedere a risorse dell’azienda come le directory dei dipendenti, gli indirizzi e‑mail, i numeri di telefono e a tutti i dati che possono contribuire a creare una parvenza di legittimità.

    Identificazione degli obiettivi

    Dopo aver raccolto un numero di dati sufficiente, i malintenzionati identificano i dipendenti più interessanti: quelli autorizzati a effettuare pagamenti o quelli con accesso ad alto livello a dati riservati. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di personale delle risorse umane, dirigenti, addetti alla contabilità o al settore IT.

    Ottenimento della fiducia

    La maggior parte delle truffe di spear phishing si basa sulla sostituzione di persona. Il malintenzionato finge di essere qualcuno conosciuto dalla persona presa di mira dalla truffa, ad esempio un collega o un rappresentante di un’altra azienda legittima. Il concetto è semplice. Se la persona si convince di avere di fronte qualcuno di cui fidarsi, è più facile truffarla.

    Furto di denaro o di dati

    Molti di questi attacchi hanno motivazioni finanziarie. Ad esempio, il malintenzionato potrebbe fingere di essere un dirigente e chiedere a un dipendente di fare un bonifico verso un nuovo conto bancario. Poiché l’e‑mail proviene da una figura autorevole, il dipendente potrebbe essere indotto a soddisfare la richiesta senza indugiare. La sostituzione di persona viene utilizzata dai criminali informatici anche per accedere a informazioni estremamente riservate

  • Cosa significa “Homo homini lupus”?

    Cosa significa “Homo homini lupus”?

    “Homo homini lupus” è una frase latina che si traduce letteralmente come “l’uomo è un lupo per l’uomo”. Questa espressione è stata coniata dal filosofo romano Plauto nel suo lavoro “Asinaria”, ma è stata resa popolare dal filosofo inglese Thomas Hobbes nel XVII secolo nel suo libro “Leviatano”.

    Il significato di “Homo homini lupus” è che gli esseri umani sono naturalmente malvagi e violenti verso gli altri esseri umani. La frase suggerisce che la natura umana sia fondamentalmente egoista e violenta, e che gli individui siano inclini ad agire nell’interesse proprio, anche a spese degli altri.

    In altre parole, “Homo homini lupus” descrive la natura umana come essere violenta e competitiva, in cui le persone cercano di proteggere i propri interessi a scapito degli altri. Questa visione pessimistica dell’umanità suggerisce che l’uomo, se lasciato libero, agirà sempre nell’interesse proprio e non esiterà a usare la violenza per ottenere ciò che vuole.

    Tuttavia, questa visione della natura umana è stata oggetto di dibattito nel corso della storia, con molti filosofi e pensatori che sostengono una visione più positiva dell’uomo. Ad esempio, alcuni sostengono che la natura umana sia naturalmente buona e che la violenza e l’egoismo siano comportamenti appresi, non innati.

    In ogni caso, la frase “Homo homini lupus” continua a essere utilizzata come un’osservazione sulla natura umana e sulle relazioni tra gli individui. Rappresenta la percezione comune dell’umanità come esseri egoisti e violenti, ma anche la possibilità di superare questi comportamenti e di trovare la pace e la prosperità attraverso la cooperazione e il rispetto reciproco.

    Uno dei filosofi più noti che sostiene la tesi che l’essere umano è buono per natura è Jean-Jacques Rousseau. Secondo la sua teoria, l’uomo nasce libero e buono, ma la società lo corrompe e lo rende malvagio.
    Rousseau credeva che il miglioramento della società potesse portare alla riscoperta della bontà naturale dell’uomo. La sua teoria è stata sviluppata principalmente nel suo lavoro “Discorso sull’origine e i fondamenti della disuguaglianza tra gli uomini” e nel suo celebre libro “Il contratto sociale“.

  • Legge di Pareto – cosa significa?

    Legge di Pareto – cosa significa?

    La Legge di Pareto: Cos’è e Come Funziona

    La legge di Pareto, nota anche come principio del 80/20, è un concetto economico che afferma che l’80% degli effetti è causato dal 20% delle cause. Questo significa che la maggior parte dei risultati deriva da una minoranza di cause, mentre la maggioranza delle cause produce solo una piccola parte dei risultati.

    Questo principio fu scoperto dallo studioso italiano Vilfredo Pareto alla fine del XIX secolo, quando osservò che l’80% della terra in Italia apparteneva all’1% della popolazione. In seguito, la legge di Pareto è stata applicata in molti altri settori, tra cui l’economia, la politica, il management e il marketing.

    Esempi della Legge di Pareto

    La legge di Pareto si applica in molti contesti diversi. Ecco alcuni esempi:

    • Nel business, l’80% del fatturato di un’azienda può derivare dal 20% dei suoi prodotti o clienti.
    • Nella produzione, l’80% dei problemi può derivare dal 20% dei difetti.
    • Nella vita personale, l’80% della felicità può derivare dal 20% delle attività o delle persone che ci circondano.

    Come Applicare la Legge di Pareto

    La legge di Pareto può essere applicata in molti modi diversi per migliorare l’efficienza e la produttività. Ecco alcuni consigli su come applicare la legge di Pareto:

    • Identifica le attività più importanti: Identifica le attività che ti portano il maggiore valore, come il lavoro più produttivo o le attività che ti danno più soddisfazione.
    • Focalizzati sulle attività importanti: Dedica la maggior parte del tuo tempo e delle tue risorse alle attività più importanti, invece di disperdere le tue energie su attività meno significative.
    • Riduci le attività meno importanti: Cerca di eliminare o ridurre le attività meno importanti, in modo da concentrarti sulle attività che producono i maggiori risultati.
    • Analizza i risultati: Monitora i risultati delle tue attività e valuta quali sono quelle che ti portano i maggiori risultati.

    Vantaggi della Legge di Pareto

    L’applicazione della legge di Pareto può portare a diversi vantaggi, tra cui:

    • Maggiore produttività: Focalizzarsi sulle attività più importanti può aumentare la produttività e ridurre lo stress.
    • Migliore gestione del tempo: Concentrarsi sulle attività più importanti può aiutare a gestire meglio il tempo e le risorse.
    • Migliori risultati: Concentrarsi sulle attività che producono i maggiori risultati può portare a risultati migliori e più significativi.
    • Maggiore soddisfazione: Concentrarsi sulle attività che ti portano più soddisfazione può aumentare la felicità e il benessere personale.

    Come posso spiegare la Legge di Pareto ad un bambino?

    Prova così: la legge di Pareto dice che l’80% degli effetti è causato dal 20% delle cause. Ad esempio, pensa a un giardino con 10 piante: solo 2 di queste piante (cioè il 20%) potrebbero produrre l’80% dei frutti. Questo significa che la maggior parte dei risultati deriva da una minoranza di cause, mentre la maggioranza delle cause produce solo una piccola parte dei risultati.

    Conclusione sulla Legge di Pareto

    La legge di Pareto è un concetto economico che afferma che l’80% degli effetti è causato dal 20% delle cause. Questo principio può essere applicato in molti contesti diversi per migliorare l’efficienza e la produttività. Concentrandosi sulle attività più importanti, è possibile ottenere risultati migliori e più significativi, riducendo lo stress e aumentando la soddisfazione personale.

  • Cos’è una sedia da gaming?

    Cos’è una sedia da gaming?

    Una sedia da gioco è un tipo di sedia progettata per il comfort dei giocatori.

    Si differenziano dalla maggior parte delle sedie da ufficio per lo schienale alto progettato per sostenere la parte superiore della schiena e le spalle. Sono anche più personalizzabili: i braccioli, lo schienale, il supporto lombare e il poggiatesta possono essere regolati per il massimo del comfort e dell’efficienza.

    La sedia da gioco ha guadagnato popolarità con la crescente influenza di Twitch e di altri siti Web di streaming di giochi online. Doversi sedere al computer, giocare per ore e ore ha attirato gli streamer ad acquistare sedie da gioco.

    Le prime sedie da gioco sono state prodotte da DXRacer intorno al 2006, un’azienda che originariamente produceva sedili per auto sportive.

    Prima del 2006, l’azienda era nota per la produzione di sedili di fascia alta per auto di lusso. Tuttavia, l’azienda iniziò a incontrare difficoltà con Chrysler che interrompeva più linee di automobili.

    Nel 2008, più aziende hanno iniziato a produrre sedie da gioco.

    Il mercato delle sedie da gioco è cresciuto rapidamente nel 2011 con l’avvento della piattaforma di streaming live Twitch e la diffusione degli eSports. All’interno della community di Twitch, è diventato risaputo che avere una sedia da gioco etichettata come streamer come un giocatore legittimo e rispettabile.

  • Cosa significa APY?

    Cosa significa APY?

    APY è un acronimo che sta per Annual Percentage Yield (Rendimento percentuale annuo)
    Rendimento percentuale annuo: il tasso di rendimento annuale di un investimento. Ad esempio, un investimento da 10,000 € un rendimento annuo del 5% fa guadagnare 500€ all’anno.

  • Cosa significa: Amor, ch’a nullo amato amar perdona

    Cosa significa: Amor, ch’a nullo amato amar perdona

    Che cosa significa “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, …”?

    Amor, ch’a nullo amato amar perdona” vediamo in questo articolo che cosa significa esattamente e da dove deriva.

    Premessa Amor, ch’a nullo amato amar perdona

    E’ necessario affermare che ci troviamo nel canto V dell’Inferno di Dante e precisamente nel secondo cerchio dell’Inferno, dove la voragine infernale si restringe perché si trova più in profondità verso il centro della terra.

    Secondo la concezione dantesca, l’Inferno è una voragine a forma di imbuto che si apre proprio sotto Gerusalemme e sprofonda fino al centro della terra in cerchi o balzi  sempre più ristretti e concentrici.

    Dopo l’antinferno, una specie di anticamera in cui si trovano coloro che non hanno fatto né bene né male, e per la loro viltà pusillanime non sono considerati da Dante neppure degni delle pene infernali ed è limitato dal fiume Acheronte, c’é il Limbo, dove vanno coloro che sono morti senza battesimo e non hanno peccato in vita.

    Più sotto comincia il vero e proprio Inferno, costituito da otto cerchi, in cui sono puniti i peccatori che sono morti senza pentirsi, in una successione che va dal peccato considerato meno grave al più grave.

    I peccatori sono tanto più in basso – e quindi più vicini a Lucifero e più lontani da Dio – quanto maggiori sono state le loro colpe.

    Le pene sono proporzionate alle colpe e assegnate con un riferimento simbolico, di contrasto o di somiglianza, alle colpe stesse (contrappasso).

    In ordine si trovano: i lussuriosi, i golosi, gli avari e i prodighi, gli iracondi ed accidiosi, gli eretici, i violenti,i fraudolenti, i traditori.

    Ogni cerchio è vigilato da divinità o mostri mitologici,  che il Cristianesimo considera demoni.

    Testo di: Amor, ch’a nullo amato amar perdona

    v.100   Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, / prese costui de la bella persona / che mi fu tolta; e ‘l modo ancor  m’offende

    v.103   Amor, ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m’abbandona.

    v.106   Amor condusse noi ad una morte: / Caina attende chi a vita ci spense> / queste parole da lor ci fur porte.

    Parafrasi di: Amor, ch’a nullo amato amar perdona

    Francesca da Rimini e Paolo Malatesta si avvicinano a Dante, volando insieme come colombe. E’ la stessa Francesca che risponde al Poeta.

    v. 100  L’amore, che attecchisce all’animo nobile senza indugio (ratto),  ha preso costui (Paolo) del  (mio) bel corpo che mi é stato brutalmente strappato (che mi fu tolto ), e  il modo ancora mi indigna (il modo ancora mi offende).

    v. 103  L’amore che non concede a nessuno che é amato (a nullo amato) di non riamare,  mi invase così fortemente  della bellezza (piacer) di costui, che, come vedi, ancora mi tiene legata (non m’abbandona).

    v. 106  L’amore ci ha portato a morire insieme (ad una morte). Caina ( l’ultimo cerchio in cui sono puniti i traditori dei parenti) aspetta chi ci tolse la vita.

    Queste parole ci  furono offerte da loro. (In realtà parla solo Francesca che é la portavoce anche di Paolo).

    Se vuoi acquistare la divina commedia…

    Ci sono diverse soluzioni per leggere questa meravigliosa opera, anzitutto la più semplice ed economica è scaricarla gratuitamente da Amazon a questo indirizzo in formato Kindle .

    Oppure se non hai voglia di leggerla tutta (cosa che onestamente ti consiglio) oppure perchè hai poco tempo e devi preparare un esame, allora puoi dare un’occhiata alle versioni Bignami:

    La Divina Commedia. Riassunto con dizionario dei nomi. Inferno

    La Divina Commedia. Riassunto con dizionario dei nomi. Inferno Prezzo: 11,90 euroSconto (8%)Prezzo: 10,90 euro

    Sintesi Amor, ch’a nullo amato amar perdona

    Il verso di Dante: Amor, ch’a nullo amato amar perdona si può esprimere con – L’amore, che obbliga chi è amato ad amare a sua volta…

    E infine vediamo l’interpretazione di Roberto Benigni, che come sapete legge (o meglio cita a memoria) e commenta in modo magistrale le opere di Dante

    Vota qui l’articolo “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”: 

     

  • Coniugazione verbi come evitare gli errori più comuni! [GUIDA 2021]

    Coniugazione verbi come evitare gli errori più comuni! [GUIDA 2021]

    Coniugazione verbi: che cosa si intende?

    Distinguiamo tre coniugazioni verbali

    • la prima coniugazione: esce in  –are (vocale tematica –a)
    • la seconda coniugazione: esce in –ere (vocale tematica –e)
    • la terza coniugazione: esce in  -ire (vocale tematica -i)

    Per individuare la coniugazione, bisogna riportare il verbo all’infinito

    Esempi:

    correremo: correre = 2° coniugazione

    andassero: andare = 1° coniugazione

    giungere: giungere = 2° coniugazione

    pettiniamo: pettinare = 1° coniugazione

    scrisse: scrivere = 2° coniugazione

    studiarono: studiare = 1° coniugazione

    inquinando: inquinare = 1°coniugazione

    assaliremo: assalire = 3° coniugazione

    luciderai: lucidare = 1° coniugazione

    coniugate: coniugare = 1° coniugazione

    convinsero: convincere = 2° coniugazione

    saremmo partiti: partire = 3° coniugazione

    avrete preso: prendere = 2° coniugazione

    essendo stati comprati: comprare = 1° coniugazione

    raccogliete voi: raccogliere =2° coniugazione

    Tutti i verbi regolari che hanno la stessa terminazione dell’infinito appartengono alla stessa coniugazione e si comportano allo stesso modo nella flessione dei modi e dei tempi.

    Eccezioni!!!!

    Dire  Fare, seguendo la declinazione latina -Dicere  e Facere appartengono alla 2° coniugazione.

    Ricordiamo che

    Essere e Avere  hanno coniugazione propria.


    I modi del verbo possono essere finiti o indefiniti

    I modi finiti danno l’indicazione della persona e del numero.

    I modi finiti sono quattro

    Indicativo: è il modo della realtà, della certezza. Serve ad indicare ciò che è vero, sicuro o è considerato tale.

    Ha otto tempi, di cui quattro semplici e quattro composti.

    Tempi semplici                                              Tempi composti             

    • presente: io pago ……………………..…….. passato prossimo: io ho pagato
    • imperfetto: io pagavo………………...   trapassato prossimo: io avevo pagato
    • passato remoto: io pagai…………………..trapassato remoto: io ebbi pagato
    • futuro semplice: io pagherò………..  futuro anteriore: io avrà pagato

    Per non sbagliare

    Spesso si sbaglia nel coniugare l’indicativo imperfetto:

    Si dice: Credevamo o credavamo?  Si dice -credevamo–  perché l’infinito è credere = la vocale tematica è e, che rimane all’imperfetto.

    Si dice: Studiavamo o studievamo?  Si dice – studiavamo– perché l’infinito è studiare

    Si dice: Scrivevamo o scrivavamo? Si dice –scrivevamo– perché l’infinito è scrivere

    Si dice: Arrivavamo o arrivevamo? Si dice -arrivavamo– perché l’infinito è arrivare

    Inoltre

    Si dice: io comincerò, io mangerò, io lascerò.………… é scomparsa la i di cominciare, mangiare, lasciare

    Si dice: io finisco, tu finisci, egli finisce, noi finiamo, voi finite, essi finiscono. Si coniugano allo stesso modo: io agisco, io capisco, io costruisco, io ferisco, il fiore fiorisce, io guarisco, io impedisco, io patisco, io preferisco, io punisco, io rapisco, io tradisco, io unisco, 

    Esempi di analisi grammaticale  

    • Lei prese il bicchiere che il marito le porgeva 

    prese= voce del verbo prendere, 2° coniugazione, modo indicativo, tempo passato remoto, 3° persona singolare

    porgeva = voce del verbo porgere, 2° coniugazione, modo indicativo, tempo imperfetto, 3° persona singolare

    • Ho messo in forno una torta di mele

    ho messo = voce del verbo mettere, 2° coniugazione, modo indicativo, tempo passato prossimo, 1° persona singolare

    • Il televisore era acceso e guardammo la fine dello spettacolo.

    era acceso= voce del verbo accendere, 2° coniugazione, modo indicativo, tempo trapassato prossimo, 3° persona singolare

    guardammo= voce del verbo guardare, 1° coniugazione, modo indicativo, tempo passato remoto, 1° persona plurale

    • Dopo che ebbero mangiato la pizza, ordinarono un dolce.

    ebbero mangiato= voce del verbo mangiare, 1° coniugazione, modo indicativo, tempo trapassato remoto, 3° persona plurale

    ordinarono= voce del verbo ordinare, 1° coniugazione, modo indicativo, tempo passato remoto, 3° persona plurale

    • Enrico all’esame otterrà ottimi risultati.

    otterrà= voce del verbo ottenere, 2° coniugazione, modo indicativo, tempo futuro semplice, 3° persona singolare

     


    Modo congiuntivo: è il modo dell’incertezza, del dubbio, dell’eventualità

    Tempi semplici                                                              Tempi composti

    presente: che io legga…………………………………….   passato:     che io abbia letto

    imperfetto: che io leggessi………………………………..trapassato: che io avessi letto


    E’ bene ricordare che il congiuntivo presente ha desinenze diverse a seconda della coniugazione

    1° coniugazione: che io ami, che io lodi, che io sogni, che io presti, che io chiami, che io giochi, che io bagni, che noi bagniamo, che voi bagniate, che essi veglino, che essi mischino.

    2° coniugazione: che io tema, che io prenda, che egli dorma, che tu scriva, che io veda, che io legga, che io corra, che io ceda, che io sconfigga, che essi scendano, che voi tentiate, che noi spegniamo, che voi spegniate.

    3° coniugazione: che io serva, che tu serva, che noi serviamo, che io sostituisca, che voi eseguiate, che egli cucia,che noi cuociamo.

    congiuntivo presente del verbo guarire: che io guarisca, che tu guarisca, che egli guarisca, che noi guariamo, che voi guariate, che essi guariscano.  Si coniugano allo stesso modo: io agisco, io capisco, io costruisco, io ferisco, il fiore fiorisce, io guarisco, io impedisco, io patisco, io preferisco, io punisco, io rapisco, io tradisco, io unisco, 

    Errori nell’uso del congiuntivo quando esprime un comando

    Non si dice…………………………………………………………………………….Si dice

    • venghi avanti                                                                                 venga avanti
    • facci presto                                                                                    faccia presto
    • dichi la verità                                                                                dica la verità
    • prendi il biglietto                                                                         prenda il biglietto avanti
    • sii veloce                                                                                         sia veloce
    • vadi avanti                                                                                     vada avanti

    Nell’italiano parlato in alcune zone d’Italia si usa il congiuntivo imperfetto al posto del presente nelle esortazioni: è un errore.

    Non si dice……………………………………………………………………………Si dice

    • entrasse pure                                                                                 entri pure
    • si accomodassero                                                                         si accomodino
    • ci pensasse per tempo                                                                 ci pensi per tempo
    • salisse in casa                                                                                salga in casa
    • facesse con comodo                                                                     faccia con comodo
    • pagassero il conto                                                                        paghino il conto

    Sempre più spesso, sia all’orale che allo scritto, l’indicativo sostituisce il congiuntivo

    Sbagliato………………………………………….Corretto

    Pensi davvero che sono uno sciocco? = Pensi davvero che sia

    Mi pare che avete già risolto tutto da soli. = Mi pare  che abbiate

    Sono convinto che lo sapevi, ma non l’hai detto. =Sono convinta  che lo sapessi

    Ho pensato che il cane ha sentito il rumore.  = Ho pensato che il cane  abbia sentito

    E’ necessario che telefonate a Sara. = E’ necessario che telefoniate

    Esempi di analisi grammaticale del congiuntivo

    • Tutti gli alunni speravano che il professore assegnasse pochi compiti.

     Assegnasse = voce del verbo assegnare, 1° coniugazione, modo congiuntivo, tempo imperfetto 3° persona singolare

    • Molti pensano che io abbia vinto la lotteria, ma non è vero.

    Che io abbia vinto = voce del verbo vincere, 2° coniugazione, modo congiuntivo, tempo passato, 1° persona singolare

    • Se il figlio avesse parlato con sincerità, la madre l’avrebbe perdonato.

    Avesse parlato = voce del verbo parlare, 1° coniugazione, modo congiuntivo, tempo trapassato, 3° persona singolare

    • E’ probabile che Luca venga domani.                                                           

     Che venga = voce del verbo venire, 3° coniugazione, modo congiuntivo, tempo presente, 3° persona singolare

    Non sbagliare: si dice

    dessi   e non dassi: che io dessi, che tu dessi, che egli desse, che noi dessimo, che voi deste, che essi dessero

    stessi e non stassi: che io stessi, che tu stessi, che egli stesse, che noi stessimo, che voi steste, che essi stessero

    Esempi

    Ero convinto che tu stessi dormendo

    Mi chiedevo chi ti desse la forza di essere così veloce.


    Coniugazione verbi: Modo condizionale

    Il modo condizionale esprime un’azione che è possibile o realizzabile soltanto se si verificano prima determinate condizioni. E’ il modo dell’incertezza e della possibilità.

    Il condizionale ha due tempi

    Tempi semplici                                                                                           Tempi composti

    Presente= io leggerei…………………………………………………………………..Passato = io avrei letto


    Esempi

    Se avessimo i sodi, compreremmo una bicicletta nuova.

    Avrei mangiato anche due fette di torta, ma mi sentivo già sazio.

    Le dissi che sarei andato da lei subito.

    Vorrei che tu fossi più puntuale.

    • Ricorda che nella frase che ha un – se – che indica una condizione o un’ipotesi,  non si mette il condizionale, ma il congiuntivo.

    Errori nell’uso del condizionale

    si dice…..………………………………………………………………………………….. non si dice                                                                                      

    Se tu venissi con me, mi fareste un piacere                                                                                            Se tu verresti con me, mi faresti un piacere

    Se fosse venuto, si sarebbe divertito                                                                                                      Se sarebbe  venuto, si sarebbe divertito

    Se avessero  studiato, sarebbero stati promossi.                                                                                 Se avrebbero studiato, sarebbero stati promossi

    Se non aveste detto bugie, ora non sareste puniti.                                                                               Se non avreste detto bugie, ora non sareste puniti.

    Marco sarebbe felice, se potesse uscire di sera.                                                                                    Marco sarebbe felice se potrebbe uscire di sera.

    Se lo vedessi, gli parlerei                                                                                                                             Se lo vedrei, gli parlerei

    Se fosse venuto, si sarebbe divertito                                                                                                        Se sarebbe venuto, si sarebbe divertito

            –  Attenzione: se il  -se – è interrogativo, vuole il condizionale

    Dimmi se verresti volentieri con me = condizionale

    Nei suoi panni, non so se lo farei = condizionale

    Domandati se non sarebbe meglio rinunciare = condizionale

    Se non aveste detto bugie, ora non sareste puniti.= condizionale


    Esempi di analisi grammatica

    • Se fosse stato per me, Mario sarebbe venuto.

    fosse stato = voce verbo essere, coniugazione propria, modo congiuntivo passato, 3° persona singolare.

    sarebbe venuto = voce verbo venire, 3° coniugazione, modo condizionale, tempo passato, 3° persona singolare

    • Chissà che cosa capiterebbe se piovesse.

    capiterebbe = voce verbo capitare, 1° coniugazione, modo condizionale, tempo presente, 3° persona singolare

    piovesse = voce verbo piovere, 2° coniugazione, modo congiuntivo, tempo imperfetto, 3° persona singolare

    • Avrei eseguito qualsiasi ordine se mi avesse promesso un lavoro.

    avrei eseguito = voce verbo eseguire, 3° coniugazione, modo condizionale, tempo passato, 1° persona singolare

    avesse promesso = voce verbo promettere, 2° coniugazione, modo congiuntivo, tempo trapassato, 3° persona singolare


    Coniugazione verbi – Modo imperativo

    Il modo imperativo esprime un ordine, un divieto, un’esortazione, un consiglio.

    Tempo 

    Presente con solo 2 persone: tu e voi

    Leggi! (tu)    Leggete! (voi)

    Per le altre persone si usano le forme del congiuntivo presente, che viene chiamato – congiuntivo esortativo.

    Esempio

    Leggi tu ( imperativo),-  legga Mattia( congiuntivo)- leggiamo tutti (congiuntivo)-  leggete voi (imperativo)-  leggano i maschi (congiuntivo)

    Come si esprime un ordine negativo? -Non-  davanti all’infinito del verbo per la 2° persona singolare,  per le altre persone il – non – precede il congiuntivo o l’imperativo.

    Mattia, non leggere (tu)

    voi due, non leggete (voi)

    non leggiamo e non scriviamo (noi)

    ora non leggano i maschi (essi)

    Esempi di analisi grammaticale

    Finisci di mangiare!

    • finisci = voce verbo finire 3° coniugazione, modo imperativo, tempo presente 2° persona singolare

    Mangiate in fretta!

    • mangiate = voce verbo mangiare, 1° coniugazione, modo imperativo, tempo presente, 2° persona plurale

    Non bevete quella bibita ghiacciata!

    • bevete = voce verbo bere, 2° coniugazione, modo imperativo, tempo presente, 2° persona plurale

      Modi indefiniti : infinito, participio, gerundio

     Infinito

    tempo presente = leggere                    tempo passato = avere letto

     

    Participio

    tempo presente = leggente, amante    tempo passato = letto, amato

     

    Gerundio

    tempo presente = leggendo                    tempo passato = avendo letto


    Modo infinito

    Il modo infinito esprime un’azione in modo impreciso, senza indicarne il soggetto. Per questo motivo non ha numero, né persona.

     

    L’infinito presente indica un’azione contemporanea o posteriore (che avverrà dopo) rispetto a quello della reggente.

    Esempi

    • Penso di leggere bene.(azione contemporanea) Pensavo di leggere bene. (azione contemporanea)  Penso di partire nel pomeriggio (azione futura) Pensavo di partire nel pomeriggio (azione futura)

    L’infinito passato esprime un fatto anteriore (che è avvenuto prima) rispetto a quello della reggente

    Esempi

    • Penso di aver letto bene (prima ho letto e ora penso).  Pensavo di aver letto bene (prima avevo letto, poi avevo pensato)

     

    Modo participio

    Il modo participio si comporta sia come verbo sia come aggettivo. Ha coniugazione, tempo e numero come un verbo, ma anche genere e numero, come un aggettivo o un nome.

    Il participio presente  è di uso raro.= I concorrenti dovranno esibire copia del diploma di laurea. Più comunemente è usato come aggettivo = L’alunno assente. L’alunna assente. Gli alunni e le alunne assenti.

    Il participio passato, usato come verbo, esprime un’azione avvenuta prima di quella della reggente, presentandola come già avvenuta e conclusa.

    Esempi

    Gli amici partiti (azione già conclusa) per le vacanze    tornano (azione presente) nel pomeriggio. La polenta cotta (che è stata cotta) sul fuoco a legna è più saporita. L’albero colpito (che era stato colpito) dal fulmine fu abbattuto.

    Il participio passato, usato come aggettivo, concorda col nome cui si riferisce: il pane sfornato, la torta sfornata. Il libro ha le pagine ingiallite.

    Osservazioni

    • Il participio unito all’ausiliare Avere rimane quasi più invariato: Luca mi ha riportato il cappello. Lucia mi ha riportato il cappello.
    • Quando si riferisce ad un complemento oggetto che lo precede può concordare con esso o rimanere invariato: Il cappello che ho comprato. La sciarpa che ho comprato/comprata. Gli stivali che ho comprato/comprati.
    • Quando il complemento oggetto precedente è costituito dalle particelle pronominali  lo, la, li, le, è obbligatoria la concordanza. Ho incontrato Luca e l’ho salutato. Ho incontrato Lucia e l’ho salutata. Ho incontrato le mie amiche e le ho salutate. Ho incontrato i miei amici e li ho salutati.

    Modo gerundio

    Il modo gerundio indica le modalità (di mezzo, di tempo, di causa….) secondo le quali avviene un’altra azione.

    Il gerundio è sempre usato nelle proposizioni dipendenti, perché da solo non ha significato.

    Il gerundio presente esprime un’azione o un fatto che si svolge in contemporaneità con l’azione della proposizione reggente.

    Esempi

    • Camminando (mentre camminavo), mi sentii svenire. Sbagliando ( con lo sbagliare) si impara. E’ diventato celebre giocando (per mezzo del gioco) a pallone. Ancora sorrido pensando (quando penso) allo scherzo.

    Il modo gerundio passato esprime un’azione o un fatto che si sono svolti prima dell’azione della proposizione reggente.

    Esempi

    • Essendosi spenta (poiché si era spenta) la luce, non vedevamo niente. Essendo stato occupato (poiché ero stato occupato) in ufficio, non potei venire. Essendo giunto a scuola (dopo essere giunto a scuola) ho visto il mio amico.

    Vota qui la “Coniugazione verbi”: 

  • Analisi grammaticale: aggettivi numerali

    Analisi grammaticale: aggettivi numerali

    Analisi grammaticale: gli aggettivi numerali

    Aggettivi numerali spiegati semplicemente: anche questo aggettivo appartiene alla categoria di aggettivo determinativo o pronominale perché  può essere usato come pronome.

    Gli aggettivi numerali esprimono una quantità numerica e  sono di vari tipi: cardinali,  ordinali, moltiplicativi, frazionari, collettivi, distributivi.

    Gli aggettivi numerali cardinali sono chiamati così perché costituiscono il cardine della numerazione, ossia l’elemento base di essa. Sono partita con sei amici.

    Sono tutti invariabili, tranne uno che ha le forme un, uno, una.  Anche mille  al plurale diventa mila. (duemila, centomila). Uno scoiattolo e una zebra. Mi hai dato soltanto mille baci, ma io ne volevo duemila.

    I numeri cardinali, oltre che il lettere, si possono scrivere anche in cifre, che vengono definite arabe, perché questo sistema è stato trasmesso  dagli Arabi durante il Medioevo. Prima dei numeri arabi venivano usati i numeri romani, che ora usiamo per indicare i numeri ordinali.

    E’ opportuno, però, scrivendo,  esprimere i cardinali in  lettere anziché in cifre, che vanno  riservate alle date, o alle informazioni scientifiche. Sono andata con tre amiche. Mio cugino ha due cuccioli.   La mia classe è composta da quindici maschi e otto femmine, di età compresa tra i dieci e i  tredici anni. Se i numeri sono troppo lunghi per essere scritti in lettere, si ritorna a scrivere in numero. Il Po è lungo 652 Km.  

    Particolarità

    • L’aggettivo numerale cardinale uno, davanti ai nomi che iniziano per vocale, si tronca davanti ai nomi maschili: un cavallo,  un cane e si elide davanti ai nomi femminili: un’amica, un’anima. 
    • I numeri composti con uno ( ventuno, quarantuno, sessantuno) possono subire troncamento sia davanti ad un nome maschile che femminile: ventun quaderni, quarantun conoscenti. La nonna ha  compiuto sessantun  anni.    Ha vissuto in Francia per ventun anni.                  
    •  Se seguono il nome, concordano solo nel genere: quaderni ventuno, conoscenti quarantuno, anni sessantuno.
    • Quando il numerale uno  segue un numero maggiore ed è unito a lui  per mezzo di una – e si ha l’accordo con il sostantivo: cento e un giorno, mille e una notte.
    •  Tre non vuole mai l’accento perché è un monosillabo. Sono invece accentati i suoi composti: tre amici, tre amiche;  trentatré amici,  cinquantatré amiche.
    • I multipli   del milione e del miliardo si scrivono staccati, senza congiunzione:  due milioni, sette miliardi. Non sono però aggettivi, ma sostantivi e formano regolarmente il plurale: due miliardi di dollari,  un milione di soldati.
    • I numeri cardinali, come tutti gli aggettivi, possono essere usati come sostantivati. Sono le due. Una donna sui trenta.   La spedizione dei Mille.  La storia dell’Ottocento.   Sono nato nel 1981.
    • Gli aggettivi numerali cardinale possono essere usati in espressioni idiomatiche e iperboliche. Andiamo a fare quattro passi. Te l’ho ripetuto mille volte. Le scriverò due righe di ringraziamento.

    Gli aggettivi numerali ordinali

    Gli aggettivi  numerali ordinali sono chiamati così perché indicano il numero di una successione. Sono variabili nel genere e nel numero e concordano col nome cui si riferiscono. Si presenti la terza candidata.  E’ il mio secondo giorno di assenza.

    I primi dieci aggettivi ordinali derivano dai corrispondenti ordinali latini: primo – secondo – terzo – quarto – quinto – sesto – settimo – ottavo – nono- decimo.

    Dal dieci in poi gli aggettivi ordinali si formano aggiungendo il suffisso -esimo al numero cardinale, che in genere perde la vocale finale. Undic-esimo. Dodic-esimo. Vent-esimo.     Centun-esimo.  Mill-esimo. 

    La caduta della vocale finale non avviene nei composti con tre, perché l’ultima vocale è accentata. Trentatré.  Trentareesimo.

    In letteratura, con uso limitato, si possono trovare anche   Undicesimo = decimoprimo, undecimo.      Dodicesimo = decimosecondo., duodecimo.                               Ventesimo =  vigesimo.                    Trentunesimo = trigesimoprimo, trentesimoprimo. 

    L’aggettivo numerale ordinale può essere sostantivato dall’articolo. I primi sono stati i due fratelli.

    Particolarità

    • Gli ordinali, oltre che in cifre romane,  possono essere scritti anche in cifre arabe accompagnate da una piccola lettere in esponente   -ª per il femminile = Ha vinto la squadra.        -º per il maschile = Occupa il posto.
    • Si utilizzano le cifre romane per identificare papi, re e regine : Elisabetta I  d’Inghilterra  era detta the Virgin.     Papa Paolo VI.   Vittorio Emanuele II fu re d’Italia
    •  E’ sbagliato scrivere la cifra romana seguita dalla lettera in esponente  (Pio IXº   Carlo Vº)
    • Le cifre romane vengono spesso usate per indicare i secoli. La rivoluzione francese avvenne nel XVIII secolo.
    • Come si indica la data in un testo? Dipende dal tipo di testo. Nelle lettere e nei documenti burocratici si scrive indifferentemente:  10 dicembre 1981,     10-12- 1981,   10- XII- 1981,   10.12.1981.   Nei testi di tipo narrativo si indicano il giorno e l’anno in cifre e il mese in lettere: Giovanni Boldini nasce a Ferrara il 31 dicembre 1842
    • Il primo giorno del mese, in un testo narrativo, va indicato per esteso, con il numero ordinale.   Il primo (di) marzo.    Il primo (di)  aprile.

    Analisi grammaticale:  i numerali moltiplicativi

    I numerali moltiplicativi sono chiamati così perché moltiplicano l’unità per un  certo numero di volte. Sono  doppio, triplo, quadruploHo fatto un tuffo con doppio salto mortale.   Ho fatto un lavoro quadruplo rispetto al tuo.

     Ma anche   duplice, triplice, quadruplice… sono numerali moltiplicativi.   L’Italia fece parte della Triplice Alleanza.  Ho fatto un duplice guadagno.

    I numerali moltiplicativi possono essere sostantivati premettendo l’articolo.  10 è  il doppio di 5.  18 è  il triplo di 6.

    I numerali frazionari

    I numerali frazionari  sono formati dall’unione di un numerale cardinale, che indica la parte, e di un numerale ordinale,che indica il tutto.   Due terzi della classe non ha studiato.    Il gatto ha mangiato un quarto del pollo.

    Per esprimere la divisione dell’unità in due parti si usano i termini metà e  mezzo.   Cinque è la metà (un mezzo) di  dieci.

    Mezzo può essere aggettivo quando precede il nome cui si riferisce, quindi concorda con il nome in genere e il numero. Tre mezze pere. Ho bevuto  mezza bottiglia di acqua minerale.            Quando lo segue,  può restare invariato ( in tal caso  corrisponde al sostantivo un mezzo) oppure concordare con il nome sottinteso. Un chilo e mezzo.  Una pera e mezzo (o mezza). 

    Nelle indicazioni delle mezze ore si può ugualmente usare il maschile o il femminile.   Ci sarai alle cinque e mezzo (o mezza)?

    Quando si dice la mezza, si intende un sostantivo femminile che indica le 12,30.

    I numerali distributivi

    Sono locuzioni che indicano come più persone o cose sono distribuite nello spazio e nel tempo. A uno a uno.  A due a due.  Uno per uno.  Due per due. Uno per volta.  Due alla volta.  Uno ciascuno. Due ciascuno. Uno per ciascuno. Due per ciascuno. I sodati uscirono dalla caserma a uno a uno (uno per volta). Salì gli scalini a due a due.

    I numerali collettivi

    I numerali collettivi indicano un insieme di persone o cose e sono per lo più nomi. Sono paio – coppia – decina – dozzina – ventina …- centinaio  ( pl. centinaia) –migliaio ( pl. migliaia).  Ho comprato un paio di quaderni e una dozzina di fogli da disegno.

    Sono numerali collettivi anche

    • i nomi che indicano un periodo di due  o più anni:  biennio – triennio – quadriennio – decennio – trentennio. Nell’ultimo triennio ho vissuto a Londra.
    • i nomi che indicano un periodo di uno o più mesi:  bimestre – trimestre – quadrimestre – semestre.  E’ possibile frequentare anche solo un bimestre.
    • i nomi che indicano una composizione musicale per  due o più esecutori:  duetto – trio – quartetto – quintetto. Il quartetto è la composizione da camera per eccellenza. Il duetto è una composizione per due strumenti di pari livello.
    • i nomi  usati nel gioco della tombola:  ambo – terno – quaterna – cinquina.
    • i termini della metrica:  terzina – quartina – sestina – ottava.    La terzina è la strofa usata da Dante.
    • sono numerali collettivi anche gli aggettivi ambedue e entrambi e significano – tutti e due –    Precedono  l’articolo e  il nome cui si riferiscono.  Ambedue (Entrambi) i ragazzi erano pentiti.   Va precisato che ambedue è invariabile, mentre entrambi ha il femminile in entrambe.

    Vota gli Aggettivi Numerali